domenica 30 settembre 2012

SPAGHETTI CON LA PARMIGIANA DI ZUCCHINI



In questi giorni sto realizzando alcuni piatti tratti da un bel libro, che ho ricevuto in regalo per il mio compleanno, pubblicato da Isabella Quarantotti De Filippo, seconda moglie del grande drammaturgo Eduardo De Filippo.
La scrittrice ha realizzato questo poemetto gastronomico raccogliendo una serie di scritti lasciati da Eduardo stesso.
Un libro che oltre ad essere un ricettario è un diario di ricordi e poesie che, mostrano un Eduardo diverso da come appare, ossia solare, creativo e allegro, interessato alla cucina quasi quanto al teatro ed in cui la sua maestra è nonna Concetta, uno dei grandi amori della sua vita.
In fondo lui ha compreso il valore sociale dei piatti e spesso nelle sue commedie diventano elementi indispensabili per esprimere sentimenti, passioni e virtù.
Uno tra tutti il ragù, protagonista indiscusso della commedia "sabato domenica e lunedì".
Sostanzialmente lui amava la cucina povera, semplice fatta soprattutto di intuizioni brillanti per creare piatti gustosi e ricchi pur restando ligi all'idea del "non buttare niente"
Un piatto che rispecchia questa filosofia, sono gli spaghetti con la parmigiana di zucchini nella cui descrizione Eduardo esordisce con queste parole:<<se vi avanza un pò di parmigiana di zucchini, usatela per condire un bel piatto di spaghetti>>, piatto che lui consolida nel 1977 quando incontra costantemente Nino Rota che compone la musica per Napoli milionaria,sembra che il maestro fosse ghiotto di parmigiana di zucchini ed Eduardo gliela preparava tutti i giorni e con essa condivano anche gli spaghetti.
La ricetta che propongo è una mia interpretazione.
Per quattro persone occorrono:
400 gr di spaghetti di martino,
4 zucchine medie,
20 pomodorini del piennolo,
300 gr di fior di latte di Agerola,
aglio,
parmigiano grattugiato,
sale,
pepe
olio evo anche per friggere.

Lavare e spuntare le zucchine, tagliarle a rondelle e friggerle in olio evo, a fine cottura mettere un filo d'olio in un'altra capiente padella con uno spicchio d'aglio, lasciarlo intiepidire ed unire i pomodori tagliati a metà, aggiungere le zucchine,salare e amalgamare pochi minuti.
Intanto tritare il fior di latte, lessare gli spaghetti e scolarli due minuti prima di completare la cottura, unirli alla padella delle zucchine, aggiungere metà fior di latte, il pepe un pò di parmigiano e mantecare.
Servire con un pò di fior di latte in superficie e ancora un pò di parmigiano.



venerdì 28 settembre 2012

UN REGALO SPECIALE.

La pasta, da sempre alimento principe nella cucina italiana ed in particolare partenopea, rappresenta il passepartout del vivere quotidiano, simbolo sociale di convivialità, espressione di gusto e dello stare bene a tavola.
Con le sue caratteristiche nutritive rappresenta uno degli alimenti essenziali della dieta mediterranea, lo stile dietetico consigliato da tutti i nutrizionisti.
La pasta non a caso è introdotta nell'alimentazione dell'uomo sin dallo svezzamento e rimane sempre uno dei piatti principali dei pasti quotidiani, consigliato anche a chi segue una dieta dimagrante.
La pasta ha anche un grande valore sociale, in quanto rappresenta un elemento di aggregazione, pensate a quante volte si usa l'espressione "ci facciamo una spaghettata" per indicare il desiderio di ritrovarsi con gli amici.
La pasta come elemento risolutivo del desco quotidiano che spesso sazia, appaga e nutre con poche pretese economiche, che in periodi come quello che stiamo attraversando di crisi economica, non guasta.
Insomma la pasta sempre e comunque, un'alleata ideale della vita quotidiana.
Tutto ciò i napoletani lo hanno capito molto tempo fa, infatti il matrimonio pasta e napoletani è uno dei più riusciti e longevi.
La storia narra che nel 1500, a Gragnano, una ridente cittadina napoletana situata ai piedi dei monti Lattari, nacquero i più importanti pastifici d'Italia che ancora oggi rappresentano il fiore all'occhiello della produzione pastaia italiana.
La pasta di Gragnano è unica nel suo genere per i metodi ed i prodotti utilizzati per realizzarla, ma anche per l'amore e la cura che si tramanda di generazioni in generazioni, perchè dietro ogni marca o nome c'è una storia familiare fatta soprattutto di passione per il proprio lavoro.
Uno degli esempi più eloquenti di questo amore per la pasta è il  PASTIFICIO DI MARTINO, dietro il quale c'è la storia di una famiglia, radicata nel territorio e nel solco della tradizione, animata da una dedizione verace e da un’irrefrenabile passione con tutto ciò che quest’ultima ha generato: duro lavoro, cura artigianale, ricerca della qualità, ostinazione nello sfidare la sorte, intuizioni geniali e innovazione tecnologica, sempre nel rispetto degli uomini e dell’ambiente.
La pasta Di Martino è un graditissimo regalo, (un tantino interessato) che ho ricevuto oggi da mio figlio, studente in economia ma con la passione per la cucina, una cucina ricercata e tradizionale che lo porta spesso alla scoperta di prodotti di qualità legati al nostro territorio, qualità indiscutibile di questa pasta, capace di rendere unico anche un semplice piatto di spaghetti aglio ed olio.
Ai miei occhi si è mostrata una raffinata confezione cubica di un bel blu intenso e piena di vari formati di pasta che allieteranno la nostra tavola.
Mentre l'ammiro penso già alla prima ricetta da realizzare.
Volete sapere quale? Intanto procuratevi delle zucchine................


mercoledì 26 settembre 2012

LE CAROTE NERE.....PURPLE CARROT








Sono settimane ormai che durante la spesa settimanale in un noto supermercato, ogni volta che arrivo alla cassa con le carote nere suscito uno stupore incredibile nella cassiera di turno. In effetti mi sono resa conto che non è usuale acquistare carote nere e non è nemmeno facile trovarle in tutti i supermercati. Eppure le carote nere o purple carrot, perchè in realtà sono viola, sono poco conosciute.
La storia della botanica ci dice che in realtà le prime carote nascono viola in Afghanistan circa 5000 anni fa, giungono poi nel Mediterraneo nel medioevo e nel 1700 in Olanda vengono trasformate in arancioni in onore della dinastia degli orange. Da allora le carote arancioni sono le più diffuse e consumate soprattutto in Italia, infatti quelle viola sono più utilizzate in  Inghilterra ed altri paesi europei.
 Il colore viola di queste carote è dato dalle antocianine, ossia dei pigmenti idrosolubili con grandi proprietà antiossidanti e quindi importanti per combattere l'invecchiamento cellulare, la fragilità capillare e i processi infiammatori, gli stessi pigmenti presenti nei mirtilli, l'uva nera e le melanzane.
Le carote arancioni, invece, sono ricche di betacarotene,  una sostanza utile per la corretta crescita e riparazione dei tessuti.
Per quanto riguarda il sapore e la consistenza, non vi è alcuna differenza tra le arancioni e le viola e anche per il consumo, le preparazioni sono svariate, da quello crudo all'utilizzo cotto.
La scelta nutrizionale ideale sarebbe il consumo pari di entrambe, infatti io le preparo anche insieme, ad esempio bollite e condite con olio, aglio ed aceto.
Sono ottime anche per preparare dolci e colorare marmellate o gelatine alimentari.
Per acquistarle, i supermercati dove sembra non mancano mai sono la catena Auchan ed Esselunga.

martedì 25 settembre 2012

SALMONE CON SALSA VERDE

2 fette di salmone fresco da 250 gr circa,
50 gr di prezzemolo tritato,
1 spicchio d'aglio,
il succo di mezzo limone,
1 cucchiaino di aceto balsamico di Modena,
sale,
pepe,
3 cucchiai di olio evo.

Tritare il prezzemolo e l'aglio, intanto emulsionare l'olio con l'aceto e il limone e unirli al trito, mescolare bene, salare e pepare.
Mettere a scaldare una griglia e quando è ben calda adagiarvi le fette di salmone, lasciarle grigliare da entrambi i lati e servirle calde irrorate con la salsa al prezzemolo.

''Il salmone è il pesce con il maggior apporto di acidi grassi polinsaturi'', ovvero è ricchissimo dell'ormai celebre omega 3, ''un acido grasso che fluidifica il sangue e ha effetti benefici sul cuore''.

Consumato fresco ''viene accomunato al pesce azzurro perché, anche il salmone è un pesce grasso ma contiene quel grasso 'buono' che si rivela alleato prezioso per la nostra salute''.

sabato 22 settembre 2012

PANCROSTATA AL CIOCCOLATO BIANCO


300 gr farina,
100 gr zucchero,
100 gr burro,
250 ml latte scremato,
1 fialetta aroma rum,
1 bustina di paneangeli.

Crema ganache:
200 ml panna da montare,
100 gr cioccolato bianco da sciogliere nella panna,
100 gr cioccolato bianco da grattugiare per copertura.

Mescolare insieme zucchero e burro, unire il latte, l'aroma, la farina e per ultimo il lievito setacciato, ungere una teglia da 24 cm, versare il composto e cuocere a 180° per circa 40 minuti.

A parte scaldare la panna e appena accenna al bollore, allontanare dal fuoco e mescolando continuamente far sciogliere il cioccolato bianco, lasciare intiepidire e mettere a raffreddare in frigo. Quando è abbastanza fredda montare la crema con le fruste elettriche, tagliare a metà la torta e farcirla , tenere da parte qualche cucchiaio di crema per inumidire leggermente la superficie e far aderire il restante cioccolato grattugiato.

UOVA ALL'OCCHIO DI BUE IN CESTINI DI PROSCIUTTO

1 uovo per persona,
1 fetta di prosciutto crudo per ogni uovo,
pirottini di carta.

Foderare ogni pirottino con una fetta di prosciutto, versare al centro un uovo, sistemarli in un tegame da microonde e cuocerli in microonde a 650° per circa 4 o 5 minuti.

CREMA PASTICCERA BIMBY

500 ml latte,
4 tuorli,
160 gr di zucchero,
80 gr di farina,
1 fialetta aroma rum( vaniglia).

 Mettere tutti gli ingredienti nel boccale, accendere a 90° per 7 minuti a velocità 4.


Mettere poi la crema in una terrina e coprirla con la pellicola a contatto, per evitare che si formi la crosticina in superficie.

PAN DI SPAGNA BASE PER TORTE



225 gr di farina,
225 gr di zucchero,
6 uova,
aroma vanillina.

Mettere in una terrina zucchero e uova e amalgamare con le fruste elettriche per circa 20 minuti, bisogna ottenere un composto gonfio e leggero coma la panna.
Setacciare la farina, prendere una frusta a mano o una spatola e unire un cucchiaio di farina per volta al composto di zucchero ed uova, amalgamare con movimenti leggeri dal basso verso l'alto per non smontare l'impasto. Unita tutta la farina versare il composto in una teglia unta con burro e cuocere in forno caldo a 180° per circa mezzora. Sfornarlo e lasciarlo intiepidire, toglierlo dalla teglia e lasciarlo riposare un paio d'ore prima di farcirlo, l'ideale sarebbe di prepararlo, chiuderlo nella pellicola e farcirlo il giorno dopo.

POLPETTE DI ZUCCHINE


Per circa 12 polpette:
700 gr di zucchine,
1 uovo,
100 gr di parmigiano grattugiato,
5 o 6 cucchiai di pangrattato,
pangrattato per impanare,
sale.

Lavare le zucchine, asciugarle e spuntarle, tritarle finemente in un mixer, poi metterle in un colino per far scivolare l'acqua in eccesso per circa mezzora.
Dopo versarle in una terrina e aggiungere l'uovo, il pangrattato, il parmigiano e il sale, amalgamare bene, formare delle polpettine, passarle nel pangrattato e friggerle in olio caldo, se modellate come una noce sono ottime per un aperitivo.

CRONACA DI UN PRESEPE ANNUNCIATO

Dopo una lunga estate dominata da un caldo rovente, siamo di nuovo a progettare il nostro presepe per il natale 2012.
L'architetto Memoli Gennaro ha presentato il suo disegno all'ingegnere D'ambrosio Olimpia che ha approvato (anche se poi farà a modo suo) ed ha dato il via all'organizzazione.
Il progetto prevede tanta acqua e bisogna mettere in opera un corso d'acqua con foce in un laghetto, l'architetto agitato e nevrotico come sempre ha bocciato l'idea dell'ingegnere di optare per un tris di pezzi di resina da assemblare tra loro.
L'ingegnere si arroga la superiorità creativa e il pezzo si materializza.


Dopo un acceso scambio di idee dinanzi al settore del polistirolo della Leroy Merlin, l'architetto acquista un foglio di polistirolo nero da 8 cm. giusto per zittire l'ingegnere, convinto dell'inutilità della spesa.
Il foglio tagliato e modellato darà alla luce la base del corso d'acqua con laghetto.
L'ho detto che faccio a modo mio.



Successivamente si passa alla prova di resistenza all'acqua, si predispone il motorino che l'architetto ha acquistato ab illo tempore, bello potente per ricreare le cascate del niagara, ed infatti poi si opta per un motorino meno potente che simula un normale corso d'acqua che l'ingegnere aveva già utilizzato lo scorso anno (agg semp ragione io).
La prima fase è avviata, i vari materiali predisposti, non resta che dare lo start ai lavori.




IL TORRONE DEI MORTI. O MURTICIELL

 Nella tradizione italiana ogni ricorrenza, sia essa religiosa che laica, ha un piatto tipico, spesso un dolce che la caratterizza. For...