martedì 30 ottobre 2012

IL RISOTTO DI ZUCCA PELATA


Il risotto è uno dei tipici piatti del tempo dei morti, perché il riso si miete dalla metà di settembre, anche se deve osservare un certo periodo di riposo e stagionatura prima di poter essere consumato (tant'è vero che il riso che mangiamo in questa stagione è ancora quello dell'annata precedente). Qualche nonna forse racconta ancora al nipotino che sarebbe meglio non lasciare nessun chicco nel piatto, perché altrimenti si rimarrà in Purgatorio tanto tempo quanto servirà a raccogliere tutti i chicchi che abbiamo lasciato per strada. Una leggenda legata al tempo dei morti, e che è antica quanto il riso e forse anche di più, perché il riso da noi è giunto solo nel Cinquecento; più anticamente si sarà riferita sicuramente alle altre granaglie che componevano le minestre o pulmentaria (miglio, orzo, segale e tante altre ancora), ma anche ai legumi come i ceci e i fagioli dell'occhio (unici fagioli prima della scoperta delle Americhe), alle castagne, che sono appunto tipici di questo tempo, e che si perpetuano in tanti piatti della tradizione.
Le zucche, della cui simbologia legata al tempo dei morti abbiamo già parlato, affascinano i bambini per il loro vario aspetto, spesso un po' buffo: colorate, rotonde, ovali, allungate, schiacciate, striate, piccole e grosse, i nostri piccoli in questo periodo fanno a gara per avere la propria sulla credenza o anche sulla scrivania; quando però si tratta di mangiarle, così come per tutte le verdure o quasi, apriti cielo. Saporite e soprattutto salutari, vera e propria fonte di vitamine e minerali, vale la pena di non escluderle dalla loro dieta per un rifiuto preconcetto; una soluzione possibile è coinvolgere i piccoli nella preparazione dei piatti, chiaramente in quelle piccole operazioni che possiamo loro delegare. E' dimostrato infatti che il bambino che 'gioca' in cucina con la mamma o la nonna e che comprende i piccoli meccanismi che stanno alla base del pranzo o della cena o anche della merenda, fa esperienza del cibo in maniera nuova, interessante, coinvolgente e viene responsabilizzato in maniera decisiva riguardo al discorso alimentare.
IL RISOTTO DI ZUCCA PELATA.
Procuriamoci delle zucche nane, uno spicchietto di aglio, olio extravergine d'oliva, brodo vegetale, riso per risotti (il nostro preferito: Arborio, Vialone o Carnaroli, ma anche un Originario dato che il suo chicco piccolo è particolarmente gradito ai bambini...), sale e parmigiano grattugiato.
Laviamo bene le zucche, tagliamo la calotta superiore e svuotiamole con un cucchiaio o meglio uno scavino (anche il porzionatore del gelato!), facendoci aiutare nelle operazioni di recupero dai bambini. Teniamo da parte le zucche vuote, che ci serviranno alla fine.
La polpa ricavata va tagliata a pezzi non troppo grossi; va messa in una casseruola antiaderente con l'olio e l'aglio (serve giusto per dare sapore: se proprio non possiamo tollerarne l'idea di farlo mangiare ai bambini, ma una volta era usato a larghe mani come vermifugo..., togliamolo non appena ha preso colore) e va fatta cuocere lentamente, allungando ogni tanto con del brodo. Praticamente, la zucca si disferà nel giro di un quarto d'ora.
Quando la zucca è cotta si incorpora direttamente il riso, lo si lascia cuocere il tempo necessario (dai 14 minuti per l'Originario ai 18 per il Carnaroli) aggiungendo il brodo se occorre. Si regola di sale ed a fine cottura si manteca con il parmigiano, lasciando brodoso o all'onda secondo il gusto.
Lo si serve in scodelline adagiate nelle zucche vuote e, volendo, con altro parmigiano.
Ai bambini piace perché non c'è il soffritto (loro lo sentono dappertutto, il soffritto!), e, nonostante questo, è particolarmente gustoso e dolce.

BISCOTTI AL PARMIGIANO per un apericena home made.

Per circa 20 biscotti occorrono:
100 gr farina,
50 gr olio di mais,
50 gr di parmigiano grattugiato,
un pizzico di sale,
1 albume.

In una ciotola unite tutti gli ingredienti amalgamate bene fino ad ottenere un impasto consistente, lavoratelo formando un grosso cilindro, ponetelo qualche minuto in frigo a rassodare, poi tagliatelo a fette spesse mezzo centimetro, sistemate queste fettine su una teglia foderata con carta forno e cuocete in forno caldo a 200° per 10 minuti circa.

HALLOWEN E LE DITA DA STREGA...





Contrariamente alla diffusa opinione che vuole le radici di Halloween in nord America, in realtà l'origine di questa festività è ben più antica ed è da ritrovarsi nell'Irlanda celtica, in un tempo in cui la vita era lentamente scandita dai ritmi dei cicli naturali di semina e raccolta.
La notte di Halloween sanciva tradizionalmente la fine del ciclo estivo e l'inizio della stagione fredda e invernale.
Inverno, ovvero l'avvizzirsi della natura e la fine del ciclo della raccolta delle colture. Non c'è quindi da stupirsi che, già molti secoli fa, fosse la morte il tema principale della festività di Halloween. Secondo i celti, infatti, il 31 ottobre era una notte piena di magia, durante la quale si assisteva ad una temporanea sospensione delle leggi che governano spazio e tempo: solo per una notte, l'aldilà poteva fondersi col mondo dei vivi, tanto che gli spiriti potevano vagare indisturbati sulla Terra.
Un momento molto particolare da cui i celti solevano difendersi rendendo buie e inospitali le proprie abitazioni e travestendosi con abiti spaventosi col fine di confondere e spaventare gli spiriti dei morti.
La tradizione di Halloween è stata poi tramandata nei secoli, superando confini, oceani ed epoche storiche per arrivare fino ai giorni nostri.
La diffusione statunitense di questa festività tutta da brivido, è da imputarsi al fenomeno dell’immigrazione che, dalla seconda metà del 1800, vide migliaia di irlandesi partire alla volta dell’America in cerca di fortuna.
Il trascorrere del tempo e la mutazione dei costumi, , hanno però modificato i connotati di questa festività, surclassando il significato originario di Halloween, a favore di un uso commerciale dell’estetica del terrore tipica di questa celebrazione.


La globalizzazione ha poi dato il suo tocco finale, trasformando Hallowen in un fenomeno modaiolo simile al carnevale che dilaga ormai anche nei costumi italiani.


Infatti in questo periodo è tutto un pullulare di zucche, teschi, maschere orribilanti e costumi a tema, arricchiti da idee golose per corredare feste di grandi e piccoli, insomma comunque la pensiate ogni occasione è buona per far festa.












Per 10 dita occorrono:

100 gr farina,

50 gr burro,

50 gr zucchero,

1 tuorlo,

aroma vanillina,

un pizzico di lievito paneangeli,

10 mandorle pelate.

In una ciotola unite alla farina il burro, lo zucchero,il tuorlo, la vanillina ed il lievito e formate un impasto

morbido e liscio, modellate poi dei bastoncini grossi quanto un dito, schiacciate sulla punta una mandorla e fate delle piccole incisioni per simulare le pieghe delle falangi, basta che vi guardiate le mani, sistemateli su una teglia foderata con carta forno e cuocete a 200° per 10/15 minuti.

lunedì 29 ottobre 2012

PRESEPE 2012































TORTA MELA- - - - -PERA

350 gr di farina,
200 gr zucchero,
3 uova,
1 yogurt naturale,
vanillina,
80 ml d'olio  di mais,
1 cucchiaio di nutella,
1 cucchiaio raso di cacao amaro,
1 bustina di lievito per dolci,
1 mela da 300 gr.
1 pera da 300 gr.
stampo di 26 cm.
In una terrina mescolare insieme zucchero e uova fino a renderle spumose, unire lo yogurt e l'olio, l'aroma e mescolare ancora, aggiungere poi la farina ed il lievito setacciato.
Dividere l'impasto in due parti uguali e in una di esse aggiungere il cacao e la nutella, mescolare bene.
Nell'impasto bianco inserire la mela tagliata a cubetti e nell'impasto al cacao inserire la pera sempre a cubetti.
A questo punto ungere uno stampo di 26 cm e versare da un lato il composto bianco e dall'altro quello nero, si uniranno da soli segnando una linea di unione giusto al centro.
Mettere in forno caldo a 180° per circa 45 minuti.
Poggiarla su un vassoio e spolverizzare con zucchero al velo. Per ottenere i due disegnini basta ritagliare due sagome disegnate su un foglio di carta,  sistemarle sulla torta, spolverizzare  di zucchero e infine togliere le sagome.



PACCHERI CON CREMA DI BORLOTTI E SPECK

1 carota,
1 gambo di sedano,
2 cucchiai di olio evo,
100 ml acqua calda,
1 confezioni di pelati piccola,
1 cucchiaio di farina,
1 dado vegetale,
250 gr fagioli borlotti già lessati,
100 gr speck,
pepe,
prezzemolo tritato,
300 gr di paccheri di Gragnano.

Lavare la carota e tritarla finemente, lavare e tagliare finemente il sedano, mettere le verdure in una padella capiente con l'olio e farle appassire, unire lo speck a listarelle e cuocere cinque minuti, per agevolare la cottura unire 100 ml di acqua calda e fare addensare.
Successivamente frullare i pelati con un cucchiaio di farina e unire al fondo di cottura, sciacquare il frullatore con un filo d'acqua e aggiungerla alla salsa, unire il dado e fare amalgamare per circa 10 minuti. Infine versare i fagioli ed ancora un filo d'acqua, mescolare e fare insaporire ancora qualche minuto e aggiungere il prezzemolo tritato e un pò di pepe., il sale non dovrebbe essere necessario perchè c'è il dado.
Lessare i paccheri, scolarli e condirli con la salsa, secondo i gusti arricchire con parmigiano.

domenica 28 ottobre 2012

CESTINI DI POLENTA CON FUNGHI E PROVOLA

CESTINI
125 gr di farina per polenta veloce,
500 ml latte,
sale,
pepe,
parmigiano.
RIPIENO
300 gr di funghi pioppini trifolati.
100 gr di provola,
parmigiano.
Mettere a scaldare il latte con il sale e appena accenna al bollore allontanarlo dal fuoco e versare a pioggia la polenta, girare continuamente e rimettere sul fuoco finchè si addensa.
A fine cottura mantecare con un pò di parmigiano.
Intanto mettere in una padella un filo d'olio con uno spicchio d'aglio, farlo rosolare e aggiungere i funghi, salare e lasciarli cuocere, a fine cottura spolverizzare con prezzemolo tritato.
Ungere 7 stampini per budini, sistemarvi all'interno una dose di polenta e modellarla praticando una cavità al centro. Mettere gli stampini in freezer pochi minuti per far rassodare la polenta, poi estrarli e sformare i cestini, adagiarli in una teglia da forno, riempirli con qualche pezzetto di provola e funghi, spolverizzare con parmigiano e passarli in forno a 180° il tempo che si scioglie la provola.

LUMACONI CON MELANZANE ALLA PARMIGIANA


SALSA:
3 scatole di pelati,
100 gr di olive di gaeta denocciolate,
1 spicchio d'aglio,
sale, olio evo.
Mettere l'olio in una casseruola e fare imbiondire l'aglio, toglierlo ed aggiungere le olive, fare insaporire qualche minuto e versare i pelati schiacciati, salare e lasciare cuocere una mezzoretta.

300 gr di melanzane tagliate a cubetti e fritte in olio evo,
250 gr di pasta tipo lumaconi,
parmigiano grattugiato,
200 gr di provola secca.

Lessare la pasta molto al dente, scolarla e condirla con un pò di sugo.
Prendere una pirofila e sistemare un pò di sugo sul fondo, distribuire un pò di lumaconi, uno strato di melanzane, uno strato di provola, parmigiano e un pò di sugo, aggiungere altri lumaconi e di nuovo melanzane, provola sugo e parmigiano, completare con sugo e parmigiano e mettere in forno caldo a 180° per circa 30 minuti.


STRUFFOLATA MIELE E MANDORLE

Questa è proprio una struffolata ovvero una copia d'autore degli struffoli napoletani.
200 gr farina
35 gr burro,
1 uovo,
1 cucchiaino di cacao amaro,
1 cucchiaio di zucchero,
1 tazzina di anice,
un pizzico di cannella.
Copertura:
4 cucchiai di miele millefiori,
100 gr di mandorle tritate grossolanamente,
qualche scorza d'arancia tagliata finemente.
Mettere la farina sulla spianatoia, fare un foro al centro ed unire tutti gli ingredienti, formare un impasto morbido e compatto, lasciarlo riposare mezzora in frigo poi tagliarlo in piccoli pezzi e ad ogni pezzo dare una forma di grissino, da ogni grissino tagliare tanti piccoli pezzetti e friggerli in olio caldo.
Completata tutta la frittura mettere il miele con le bucce d'arancia in una casseruola e scaldarlo, prima che raggiunga il bollore versare la struffolata e le mandorle, mescolare per insaporire bene nel miele e versare il tutto in un piatto.


SFOGLIATINE AL MASCARPONE

 SFOGLIE :
200 gr farina antigrumi molino chiavazza,
35 gr burro,
1 uovo,
1 cucchiaino di cacao amaro,
1 cucchiaio di zucchero,
1 tazzina di anice,
un pizzico di cannella.

CREMA:
400 gr mascarpone mescolati con 250 gr di zucchero al velo e poche gocce di aroma al rum.

Mettere la farina sulla spianatoia, fare un foro al centro e unire il burro, l'uovo, il cacao, lo zucchero, la cannella e lentamente l'anice, mescolare fino ad ottenere una pasta compatta e morbida, lasciarla riposare mezzora in frigo.
Successivamente stendere la pasta in una sfoglia sottile e ricavarne con un bicchiere o un coppapasta tanti dischi, friggerli in olio caldo, scolarli su carta assorbente e appena freddi farcire ogni disco con la crema al mascarpone e coprire con un altro disco, spolverizzare con zucchero al velo.

sabato 27 ottobre 2012

POLPETTE IN ROSA

Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno e anche se l'argomento è molto discusso, non se ne parla mai abbastanza. La ricerca va avanti ed è sempre utile tenersi informati.
Prevenire il cancro è la principale arma che abbiamo a nostra completa disposizione per combatterlo e
l’Organizzazione mondiale della sanità dice che bisogna iniziare dalla dieta, la quale deve essere varia e ricca di frutta e verdura. Infatti proprio i vegetali sono risultati i maggiori alleati di una sana alimentazione atta a prevenire talune patologie tumorali.Tra i vegetali maggiormente accreditati a tale scopo ci sono le crucifere, ovvero cavoli, cavolfiori e broccoli.
Recentemente sulla rivista scientifica Annals of Oncology,è stato pubblicato il risultato di uno studio condotto dai ricercatori italiani dell’Istituto di Ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano, i cui esiti hanno permesso di rilevare come chi consumava almeno una volta a settimana queste verdure vedesse ridursi il rischio di cancro, rispetto a coloro che invece non le consumavano
Tra i vari tipi di tumore studiati vi erano quello del cavo orale, della faringe, dell’esofago, dello stomaco, del fegato, del pancreas, del colon-retto, del seno, della prostata, dell’endometrio, dell’ovaio e altri ancora e secondo i ricercatori per ognuno ci sono state significative riduzioni di rischio. Fermo restando che consumare cavoli non ci esclude dal rischio di contrarre un tumore, sicuramente può avere un effetto favorevole su di esso per questo ora che abbiamo la stagione di cavoli riserviamo a essi un posto fisso a tavola, magari una volta a settimana e noi che del cavolo ne abbiamo fatto il baluardo della tradizione culinaria sana e salutare, vorremmo propormi qualche idea da portare in tavola.
Alla famiglia delle crucifere appartengono vari tipi di cavoli, tra i più diffusi vi è il cavolfiore bianco che soprattutto in Campania è ampiamente coltivato con l'ecotipo gigante di napoli .
Il gigante di napoli matura da ottobre a marzo, si presenta con una ricca infiorescenza candida e robusta, ed è particolarmente versatile tanto che può essere consumato in diversi modi: lessato e condito con olio e aceto (o limone), gratinato con la besciamella, fritto in pastella, come condimento per la pasta, nel minestrone e anche crudo unito ad altre verdure in insalata.
Io vi propongo le mie polpettine di cavolfiore, semplici gustose e che incontrano i gusti di tutta la famiglia.
Per circa 15 polpette occorrono:
200 gr circa di pane raffermo,
latte per ammollare il pane,
250 gr di cavolfiore già lessato,
1 uovo,
50 gr di parmigiano,
sale,
pepe,
prezzemolo tritato,
pangrattato,
olio evo per friggere.
Ammollare il pane in un pò di latte, strizzarlo e adagiarlo in una terrina, unire il cavolfiore sbriciolato, l'uovo, il parmigiano, il sale ed il prezzemolo e impastare fino a formare una pastella consistente, formare delle polpettine, passarle nel pangrattato e friggerle in olio evo.

venerdì 26 ottobre 2012

IL SARTU' E I CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDA

Del classico sartù di riso ho già parlato qui, per questo voglio proporre la versione in bianco.

2 litri di brodo di carne o dado (secondo i gusti ed i tempi),
650 gr riso,
4 cucchiai di olio evo,
1/2 cipolla,
1/2 bicchiere di vino bianco per tostare il riso,
1/2 bicchiere di vino bianco per sfumare la pancetta,
100 gr di pancetta a dadini,
1 barattolo di piselli fini,
2 cucchiai di farina,
400/500 ml latte scremato,
150 gr funghi trifolati già pronti,
300 gr polpettine al forno,
100 gr mozzarella tritata fine,
100 gr di parmigiano per mantecare il riso,
50 gr burro per mantecare,
2 uova,
70 gr di parmigiano nel riso freddo,
sale,
pepe,
burro per ungere lo stampo e fare dei fiocchetti in superficie,
pangrattato,
stampo da 31 cm,
cottura in forno a 200° per 1 ora.

Preparare le polpettine nella maniera classica (carne tritata,pane, latte, uova, parmigiano, sale) e cuocerle in forno.
Preparare il brodo, io ho usato il dado.
Predisporre tutti gli ingredienti.
Mettere il brodo sul fuoco in una casseruola ampia, intanto in una larga padella rosolare la cipolla con 4 cucchiai di olio, versare il riso e tostarlo, sfumare con il vino  e poi versarlo nel brodo  lasciandolo cuocere fino a completa cottura, salare se necessario, pepare ed a fuoco spento mantecare con il burro e il parmigiano. Lasciare intiepidire.
Intanto in una padella mettere un filo d'olio e rosolare la pancetta, sfumare con il vino e unire i piselli, amalgamare pochi secondi e unire la farina, farla addensare e aggiungere il latte caldo poco alla volta fino ad ottenere una salsa mediamente densa, salare, pepare unire i funghi e le polpettine fare insaporire tutto e togliere dal fuoco.
Ungere bene la teglia, cospargerla di pangrattato facendolo aderire in maniera uniforme, scuoterlo per eliminarne l'eccesso.
Aggiungere al riso le uova, la mozzarella ancora un pò di sale, pepe, parmigiano ed amalgamare bene.
Distribuire più della metà del riso nella teglia alzandone un pò sul bordo per formare una sorta di contenitore, riempire con la salsa e coprire con il restante riso, livellare bene e cospargere di pangrattato, unire qualche fiocchetto di burro e mettere in forno caldo a 200° per 1 ora.
Lasciarlo intiepidire, capovolgerlo su un vassoio e servire.

PASTA E PATATE




Nella cucina partenopea ci sono molti piatti di pasta uniti a verdure o legumi, quelli che in altre cucine vengono definite minestre, avendo la caratteristica di essere leggermente brodose.
A Napoli le minestre diventano pasta 'e' fagioli, pasta 'e' ceci, pasta 'e' lenticchie, pasta 'e' cavolo e via discorrendo.
Quella 'e' è intesa come unione e, se riflettiamo sul fatto che a Napoli 'unire' si dice 'azzeccare', ecco che 'pasta e fagioli' diventa ' pasta azzeccata ai fagioli', ' pasta e ceci' diventa ' pasta azzeccata ai ceci'...
La rappresentanza più onorevole della pasta azzeccata a... è sicuramente la pasta e patate .
Pur sembrando una contraddizione unire la pasta a base di amido con la patata, anch'essa con amido, non esiste per il palato un connubio più perfetto.
Se al piatto poi, uniamo della provola, l'apoteosi è raggiunta. Anticamente la pasta e patate si insaporiva con 'il mascariello', ossia la mandibola del maiale oppure con la cotica di prosciutto. Oggi che l'evoluzione in cucina ha relegato talune abitudini nel dimenticatoio, si usa spesso la pancetta e l'unica nota tradizionale rimasta è la scorza di parmigiano, oggetto di feroce contesa tra i commensali.
Per quattro persone tagliamo a dadini una carota, una cipolla ed un gambo di sedano, poniamoli in una casseruola con un po' d'olio extravergine, uniamo 100 gr. di pancetta affumicata e facciamo rosolare dolcemente, aggiungiamo 600 gr. di patate sbucciate e tagliate a dadini, facciamo insaporire con le verdure e uniamo 12/13 pomodorini del piennolo schiacciati e mezzo litro d'acqua calda.
Lasciamo cuocere lentamente, uniamo un dado e man mano che si asciuga altra acqua, complessivamente 1500 ml. Quando le patate sono ben cotte, dopo circa 45 minuti, unire una scorza di parmigiano e 250 gr di pasta tipo gnocchetti sardi Nella cucina partenopea ci sono molti piatti di pasta uniti a verdure o legumi, quelli che in altre cucine vengono definite minestre, avendo la caratteristica di essere leggermente brodose.
A Napoli le minestre diventano pasta 'e' fagioli, pasta 'e' ceci, pasta 'e' lenticchie, pasta 'e' cavolo e via discorrendo.
Quella 'e' è intesa come unione e, se riflettiamo sul fatto che a Napoli 'unire' si dice 'azzeccare', ecco che 'pasta e fagioli' diventa ' pasta azzeccata ai fagioli', ' pasta e ceci' diventa ' pasta azzeccata ai ceci'...
La rappresentanza più onorevole della pasta azzeccata a... è sicuramente la pasta e patate .
Pur sembrando una contraddizione unire la pasta a base di amido con la patata, anch'essa con amido, non esiste per il palato un connubio più perfetto.
Se al piatto poi, uniamo della provola, l'apoteosi è raggiunta. Anticamente la pasta e patate si insaporiva con 'il mascariello', ossia la mandibola del maiale oppure con la cotica di prosciutto. Oggi che l'evoluzione in cucina ha relegato talune abitudini nel dimenticatoio, si usa spesso la pancetta e l'unica nota tradizionale rimasta è la scorza di parmigiano, oggetto di feroce contesa tra i commensali.
Per quattro persone tagliamo a dadini una carota, una cipolla ed un gambo di sedano, poniamoli in una casseruola con un po' d'olio extravergine, uniamo 100 gr. di pancetta affumicata e facciamo rosolare dolcemente, aggiungiamo 600 gr. di patate sbucciate e tagliate a dadini, facciamo insaporire con le verdure e uniamo 12/13 pomodorini del piennolo schiacciati e mezzo litro d'acqua calda.
Lasciamo cuocere lentamente, uniamo un dado e man mano che si asciuga altra acqua, complessivamente 1500 ml. Quando le patate sono ben cotte, dopo circa 45 minuti, unire una scorza di parmigiano e 250 gr di pasta tipo gnocchetti sardi di martino, correggere di sale e a fine cottura mantecare a fuoco spento con 250 gr di provola affumicata a dadini, parmigiano grattugiato e pepe, lasciare riposare pochi minuti e impiattare.

mercoledì 24 ottobre 2012

PANDOLCE INTEGRALE AL MIELE



300 ml latte,
75 gr zucchero,
1/2 cubetto di lievito di birra,
sale,
25 ml olio evo,
1 cucchiaio di miele,
500 gr farina integrale di grano tenero molino chiavazza ,
80 gr farina 00.
Mettere la farina sulla spianatoia, fare la fontana e incorporare il lievito, il miele, lo zucchero e il sale, unire il latte tiepido un pò per volta e intridere tutti gli ingredienti fino a formare un impasto morbido e liscio,
Dividere l'impasto in tre parti uguali e per ognuna ricavarne un cilindro lungo circa 35 cm, schiacciarlo leggermente e spalmarlo con del miele, richiudere il cilindro e unendoli insieme formare una treccia.
Sistemarla in uno stampo da plum cake rivestito di cartaforno e lasciare lievitare almeno due ore.
Cuocere poi in forno caldo a 180° per 30 minuti circa.

CHERRY PIE di Dale Cooper

Twin Peaks, il ritorno Il grande ritorno della creatura di David Lynch e Mark Frost è stato lanciato così, con poco indizi che hanno scombu...