lunedì 3 dicembre 2012

BASTA DAY


Circumvesuviana allo sfascio: arriva il «Basta day»
Pendolari e lavoratori fanno fronte comune: il 12 dicembre si manifesterà insieme per chiedere il ripristino di un servizio dignitoso. «Chiediamo alle istituzioni di porre fine a questo scempio»
Circumvesuviana
Il trasporto pubblico regionale affoga nei debiti e nei disservizi. Alla domanda di migliaia di pendolari corrisponde un servizio che ormai non è più tale, fra treni soppressi e corse a scartamento ridotto. L'ultimo episodio, quello dell'aggressione a un macchinista, è indicativo dell'esasperazione ormai giunta a livelli preoccupanti. Ma la spaccatura pendolari-dipendenti rischia anche di spostare i termini del problema, concretizzato in una gestione scellerata che ha condotto alla situazione attuale: «Oltre 500 milioni di debiti per tutto il comparto del Tpl – dice Enzo Ciniglio, del comitato No al taglio dei treni della circumvesuviana – affermazione più volte sostenuta dai vertici regionali, a cui non ha mai fatto seguito un'adeguata azione di tutela».
IL «BASTA-DAY» - Pendolari e lavoratori hanno così deciso di mettere da parte divisioni e recriminazioni reciproche per organizzare una manifestazione unitaria: il 12 dicembre, alla stazione circum di Porta Nolana. Obiettivo: «Difendere i nostri diritti – prosegue Ciniglio – per tutelare viaggiatori e dipendenti, senza alcuna differenza. Lo stress che si accumula rende incontrollabile anche una semplice discussione». Il quadro, d'altronde, è abbastanza chiaro: dei circa novanta treni che, ogni giorno, garantirebbero un servizio decente, ne viaggiano una quarantina, meno della metà. Stipati come sardine, senza la certezza di poter andare a casa o recarsi al lavoro, i pendolari hanno cominciato, loro malgrado, a giocare al lotto della circumvesuviana, con gli altoparlanti che davano letteralmente i numeri, annunciando all'ultimo momento i treni in partenza. La mancanza di materiale rotabile, dovuta all'assenza di forniture per i debiti contratti in questi anni, ha provocato la situazione che oggi ci troviamo ad affrontare. Con buona pace dei comuni vesuviani che «senza questa ferrovia vedranno andare in fumo ogni speranza di sviluppo», conclude Ciniglio.
LE PROTESTE – Il gruppo No al taglio dei treni della circumvesuviana, suo malgrado sempre molto attivo, descrive fedelmente il disastro: «Qui si rischia il posto di lavoro – scrive Felicia – stamattina, sulla tratta Sarno-Napoli, sono state soppresse le prime due corse. Sono arrivata al lavoro alle 9 e 30»; «Sono incazzata nera – dice Ela – dalle otto in stazione, sono arrivata alle 9 e 35 e al lavoro alle 10»; un quadro desolante per chi, dai paesi dell'hinterland, vuole raggiungere il capoluogo, dove le Ztl si moltiplicano rischiando di creare un'isola felice da cui milioni di persone finiscono per rimanere escluse.  
03 Dicembre 2012
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