domenica 13 gennaio 2013

BASTARDI UMANI.....assassini e basta


Quanti esseri umani andrebbero uccisi.
È morto Tony, il cane la cui storia è, in qualche modo, la copia-carbone di quella di Lennox, di cui abbiamo ampiamente parlato.
L’eutanasia di Tony è stata fissata ed eseguita lo scorso 18 giugno, senza possibilità di appello e senza possibilità di revisione.
Tony era un cane gentile e amichevole, appartenuto ad una famiglia che lo aveva cresciuto con tutta l’attenzione possibile sin da quand’era cucciolo.
Alcuni mesi fa, il cane venne sequestrato dall’Animal Control di Greenlee County, in Arizona, negli USA, perché accusato di aver ucciso il cane della vicina di casa.
La vicina in questione, che sostiene di aver personalmente assistito all’aggressione, era l’unica testimone del fatto, senza ulteriori prove. Particolare inquietante, la donna aveva immediatamente richiesto un risarcimento economico alla famiglia di Tony.
I proprietari del cane, un mix pitbull-sharpei, danno dell’accaduto una versione assai diversa. Spiegano di aver a malapena lasciato Tony senza guinzaglio, quel giorno, e raccontano che il cane non aveva mai, in otto anni di vita, manifestato tendenze aggressive nei confronti di nessuno, umano o animale. Inoltre, a seguito della presunta aggressione Tony non mostrava alcuna traccia di sangue sul pelo.
Tony era cresciuto in una famiglia equilibrata ed era sempre stato gestito senza alcun problema. Adorava i bambini. Adorava tutti, persino i gatti.
Basandosi sulla sola testimonianza della vicina di casa, tuttavia, e senza ulteriori prove, l’Animal Control aveva immediatamente provveduto al sequestro di Tony – già macchiato dal pregiudizio perché il cane era un molossoide. La sua sentenza di morte è stata emessa senza neppure il giudizio o l’esame di un veterinario comportamentalista.
La sua “faccia da pitbull” era, come nel caso di Lennox, più che sufficiente per autorizzare l’eutanasia, in base ad una legge odiosa e razzista che capitalizza sull’ovvia cecità e mancanza di obiettività delle istituzioni, e sulla distorsione percettiva di determinate razze di cani.
La detenzione di Tony è iniziata il 17 novembre 2011 e si è conclusa lo scorso 18 giugno con la sua morte. A nulla sono serviti gli infiniti tentativi della sua famiglia di dimostrare che il cane era pacifico, docile, mite ed equilibrato. Le loro proteste non sono state neppure prese in considerazione – e questo nonostante la stessa corte che ha emesso la sentenza abbia ammesso l’assenza di prove oggettive che testimoniassero l’attacco.
Tony non è stato eutanasizzato perché ha ucciso un cane, dal momento che l’accusa non è mai stata provata. È stato ucciso perché mix pitbull, e pertanto “geneticamente pericoloso”.
La stessa vicina di casa, nel corso della sua testimonianza giurata di fronte alla corte, lo scorso 23 febbraio, aveva asserito di non aver visto l’attacco ma solo alcuni cani nella zona.
Il veterinario che aveva soccorso il Chihuahua vittima dell’aggressione, inoltre, aveva presentato in tribunale un rapporto preciso in cui parlava di profonde punture sull’addome  con conseguente danno dell’intestino: Tony aveva un canino rotto, e non sarebbe stato fisicamente in grado di provocare quel tipo di morso.
Il corpo del cane ucciso, tuttavia, era stato distrutto prima di successive investigazioni.
Quello di Tony, neppure restituito alla sua famiglia.
Nella foto: la famiglia di Tony al momento dell’ultimo saluto prima dell’eutanasia (fonte).
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