mercoledì 27 febbraio 2013

MEZZE MANICHE CON BORLOTTI E CALAMARI.

1 calamaro grande,
1 cucchiaio di verdure per soffritto (sedano carota cipolla),
1 confezione di pomodori pelati da 500 gr.
1 barattolo di fagioli borlotti già lessati,
1 rametto di rosmarino,
1 cucchiaino di brodo granulare,
mezzo bicchiere di vino bianco,
1 cucchiaio raso di farina,
olio evo.
300 gr. di pasta tipo mezze maniche.

Pulire e lavare il calamaro, tagliarlo a piccoli pezzi, in un tegame mettere un filo d'olio e fare appassire il soffritto con il rosmarino, unire il calamaro e amalgamare, aggiungere il brodo granulare, versare il vino e sfumare.
Frullare i pomodori con la farina ed unirli ai calamari, versare anche i fagioli e lasciare insaporire il tutto per circa 10 minuti.
Lessare la pasta e condire con la salsa.




martedì 26 febbraio 2013

VOCABOLARIO DEL BON TON

Le buone maniere sono importanti perché sono un biglietto da visita, il nostro modo di presentarci al mondo. Una buona sintassi e un buon vocabolario sono allora indispensabili in ogni occasione.
Ma siamo certe di parlare correttamente? Ci sono alcuni termini che nell’italiano parlato spesso vengono utilizzati male. Se ad esempio ricevete un invito a colazione, non aspettatevi cappuccino e cornetto, al contrario è un formale invito al pasto del mezzogiorno.
Quando siamo a tavola e versiamo da bere ad un ospite oppure gli stiamo passando una pietanza, invece del colloquiale “Vuoi?” meglio usare l’espressione “Gradisci?”. Se al contrario abbiamo mangiato a sufficienza, evitiamo l’espressione un po’ gergale “Sono pieno” e preferiamo invece l’espressione più corretta “Sono sazio”.
Altra cosa da non fare, perché scorretta e anche un po’ cafona, è di usare al plurale le parole straniere: niente smartphones, computers o tablets, anche se ne possediamo migliaia! Fanno eccezione le parole latine, come ad esempio media.

Due espressioni da evitare sono “Piacere” quando si conosce una persona, come ci ha ben spiegato Sibilla della Gherardesca nel suo famoso libro e “Buon appetito” all’inizio di un pasto: meglio scegliere forma più semplici come il proprio nome e cognome quando ci si presenta ed augurare ad esempio “Buona cena”.
http://www.ospitalitadoro.it/

lunedì 25 febbraio 2013

LA MONTANARA O PIZZA A OGGI AD OTTO





La montanara o "pizza a ogge a otto" è una delle pietanze tipiche della tradizione partenopea.
La classica pizza fritta che un tempo si mangiava e si pagava dopo otto giorni, una sorta di pizza a credito.
La storia di questa squisitezza nasce nella Napoli povera degli anni difficili del dopoguerra, dove le mogli dei pizzaioli per rinforzare le finanze di casa, allestivano delle cucine temporanee, alimentate a carbone fuori dalle loro abitazioni (i famosi bassi), dove in grosse caldaie piene di strutto friggevano dei pezzi di pasta di pizza farciti solo con pomodoro o ripiene con ricotta e cicoli, il popolo senza risorse economiche si alimentava e dopo otto giorni pagava.
Della pizza napoletana fritta e del suo significato antropologico è rimasta comunque una testimonianza illustre nell’episodio del film “L’oro di Napoli”,  di Vittorio De Sica, in cui Giacomo Furia, venditore di pizze fritte, va all’affannosa ricerca di un anello che la moglie infedele, un'affascinante Sophia Loren, finge di aver perso nell’impasto, con questo film si puo’ rivivere la Napoli del dopoguerra.

500 gr farina,
250 ml acqua,
4 gr lievito di birra,
30 gr olio evo,
sale un pizzico.
Salsa di pomodoro,
parmigiano.

Mettere la farina sulla spianatoia, fare la fontana e introdurre il lievito, il sale e l'olio, versare l'acqua e amalgamare bene fino ad ottenere un impasto morbido e liscio, lasciarlo lievitare coperto fino al raddoppio e poi dividerlo in tanti pezzetti, modellarli a forma di pizzette e friggerle in olio caldo, scolarle e farcirle con salsa e parmigiano.


Montanara: piza fritta farcita in superficie con salsa, parmigiano e mozzarella.(tradizione)
Pizza fritta: pizza chiusa a mezzaluna ripiena con ricotta e cicoli.(tradizione)
Ripieno: pizza fritta con varianti nel ripieno, ricotta e salame, funghi e prosciutoo cotto.........
Calzone è sempre la pizza fritta che nelle pizzerie si trova anche in versione al forno.

domenica 24 febbraio 2013

CANNELLONI ALLE VERDURE





1 melanzana,
1 zucchina,
mezzo peperone,
1 cucchiaio di soffriitto (carota, sedano, cipolla),
mezzo bicchiere di vino bianco,
olio evo,
250 gr ricotta,
250 gr provolone dolce a dadini,
parmigiano 100 gr circa,
sale,
pepe,

Salsa di pomodoro:
1 cucchiaio di soffritto (sedano, carota, cipolla),
3 confezioni di pomodori pelati da 500 gr.
olio evo,
sale.

Salsa besciamella:
250 gr latte,
30 gr farina,
30 gr burro,
sale,
pepe,
noce moscata.

18 CANNELLONI ALL'UOVO PRECOTTI.

Preparare la salsa: fare rosolare un cucchiaio di soffriito in un filo d'olio, unire i pomodori frullati, salare e lasciare cuocere 30 minuti circa, il sugo deve restare leggermente fluido.

Preparare la besciamella: fare sciogliere il burro in una casseruola, versare la farina, mescolare ed unire il latte caldo, salare, pepare, insaporire con noce moscata e fare addensare, togliere dal fuoco e lasciare intiepidire.

Tagliare le verdure a cubettini eliminando le parti bianche spugnose di melanzana e zucchina, in un filo d'olio rosolare il soffritto, unire le verdure, sfumare con il vino e lasciare cuocere 15/20 minuti circa, salare e lasciare intiepidire.

Unire la ricotta alla besciamella, aggiungere un pò di parmigiano, le verdure ed amalgamare bene, aggiungere il provolone a dadini.
Riempire i cannelloni con l'ausilio di un cucchiaino, sistemarli in una o più teglie, coprirli con la salsa di pomodoro, abbondante parmigiano e cuocere in forno caldo a 200° per i primi 30 minuti coperti con carta alluminio e per altri 10 minuti senza carta.
Servire caldi.
Per chi lo preferisce servire i cannelloni con qualche cucchiaio di sugo.

venerdì 22 febbraio 2013

GIRANDOLE DI PASTA SFOGLIA.



1 rotolo di pasta sfoglia già pronta,
confettura a piacere,
nutella.

Srotolare la pasta sfoglia con tutta la sua carta, adagiarla su una teglia da forno e dividerla in tanti quadrati, con il tagliapizza fare dei tagli sui 4 angoli, e mettere la nutella o la confettura al centro, chiudere la girandola prendendo un quarto di angolo si ed uno no e portandolo verso il centro fino alla fine. Porre in forno a 180° per 15/20 minuti.






Disputa sui crocchè.


Parlo di nuovo dei crocchè di pane perchè una lettrice del mio blog mi ha fatto notare che 160 gr di pane sono un pò pochi per sfamare almeno quattro persone, in effetti nella mia ricetta ho indicato le dosi disponibili al momento in cui l'ho realizzata.
Così ho deciso di rifarli raddoppiando le dosi ed anche le dimensioni delle crocchette.
Stavolta ho utilizzato 340 gr di pane nella misura di 5 rosette che generalmente acquisto al supermercato MD, le ho tagliate a pezzi grossolani ed una alla volta le ho sbriciolate con l'ausilio del bimby (la volta scorsa ho fatto tutto a mano), dopo ho unito il latte nella misura di 150 gr. pesati sulla bilancia, 2 uova intere e 100 gr di parmigiano, sale, pepe e un pò di basilico secco (mi mancava il prezzemolo), ho amalgamato il tutto ed ho formato 9 palline dal peso orientativo di 110/120 gr. in mezzo ad ogni pallina ho messo un pezzetto di emmental, gli ho dato la tipica forma dei crocchè, li ho passati nel pangrattato e li ho fritti.
Alla fine ho ottenuto 9 crocchè lunghi 8/9 cm. circa e con la circonferenza di 12 cm., se la misura è soddisfacente auguro alla mia lettrice buon appetito e mi raccomando di tenere sempre d'occhio il pesce sul fuoco perchè basta una telefonata per distrarsi e mandare tutto in fumo.

giovedì 21 febbraio 2013

MASTERCHEF...la fine

Il tormentone Masterchef volge al traguardo e dopo  la finale di ieri sera, tutti i quotidiani titolano con la sorpresa della vittoria di Tiziana Stefanelli.
Ma quale sorpresa? Era chiaro sin dall'inizio che lei sarebbe stata la protagonista assoluta sino alla vittoria.
E' stato un personaggio ben costruito e modellato ad arte per attirare pubblico fino all'ultimo minuto, con audience quasi ai livelli di Sanremo 2013.
Oggi in tv vince e fa ascolti "il diverso", colui o colei che non è bello ma ironico e intelligente, vedi Litizzetto (chapeau), oppure l'antipatico e saccente come appunto Tiziana Stefanelli che dalle aule dei tribunali è passata alle luci della ribalta districandosi tra piatti improbabili e ingredienti introvabili forse fuori dalla portata degli stessi chef giudici.
Purtroppo si è capito il pubblico vuole questo, la lite e l'offesa gratuita, regalate a iosa anche dai giudici con sputi e lanci di stoviglie, un vero show della cattiva educazione ed il non saper vivere che ci lascia un'eredità unica fatta di persone che si fanno largo con la prevaricazione verbale e fisica.
Tutto in nome di una visibilità ed un successo meramente fallaci che ahimè ingannano prima se stessi e poi gli altri.
Auguri Tiziana, sarai felice che oggi tutte le copertine sono per te, chissà quante interviste, ospitate seguiranno,  sarai la protagonista e se realmente ti daranno quei 100 mila euro fanne buon uso, innanzitutto fai un corso di buon educazione e perchè no di cucina, magari ti danno un posto fisso alla prova del cuoco e  insegnerai a tutti come si prepara un vero hamburger, perchè in realtà ancora non si è capito.

martedì 19 febbraio 2013

A MASSIMO TROISI





Sguardi trasognati,
parole suadenti,
battute pungenti
ti rendono unico e vincente.
Si! Un vincente per una vita
che non ha avuto spazio per te,
se non brevemente.
Sei stato una cometa
nell'universo della vita,
una vita che hai afferrata,
hai combattuta e contro cui
il tuo Dio nulla ha potuto.
Così, hai ceduto e,
mentre il tuo corpo,
alle viscere della terra hai lasciato,
la tua filosofia ci hai donato.
Ora qui le lacrime che,
per te versiamo si uniscono
a formare un mare,
un mare di ricordi che solo sorrisi può scatenare.
Grazie Massimo,
sei stato per noi il nostro Pablo Neruda. Olimpia D'Ambrosio

Massimo Troisi oggi avrebbe compiuto 60 anni.

Biografia
Massimo Troisi nasce a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, il 19 Febbraio 1953. Figlio di Alfredo ed Elena Adinolfi, ultimo di sei figli, vive in una famiglia numerosa: i genitori, due nonni, gli zii e i loro cinque figli.
La passione per il teatro comincia a quindici anni quando ancora frequenta l'istituto tecnico per geometri.
La prima recitazione è nel gruppo de "I Saraceni" in cui fanno parte Lello Arena, Enzo Decaro, Valeria Pezza e Nico Mucci. Nel 1972 fondano il Centro Teatro Spazio in un vecchio garage a via San Giorgio Vecchio.
Nel 1977 nasce La Smorfia. Troisi, Arena e Decaro cominciano a recitare al Sancarluccio di Napoli e al La Chanson di Roma. Lo spettacolo ha un grande successo e presto arriva la proposta della RAI per il programma "NON STOP". In questa trasmissione conosce molti nuovi artisti, tra cui Pino Daniele. Partecipa poi ad un altro programma di tendenza: "Luna Park". Continuerà a registrare il tutto esaurito nei teatri italiani fino ai primi mesi del 1980.
Nel 1981 il primo film di Troisi: "Ricomincio da tre" di cui è regista e protagonista. Per questo film riceve a Taormina il suo primo premio: Il David di Donatello come miglior film.
Sempre nel 1981, chiamato dalla RAI, all'interno della serie CHE FAI...RIDI?! Massimo costruisce un film su una sua morte prematura dal titolo MORTO TROISI, VIVA TROISI.
Seguono cinque film di cui è regista e interprete, e cinque film da attore.

Nel 1989, alla Mostra d'arte Cinematografica di Venezia, Massimo riceve la Coppa Volpi come miglior attore ex-aequo con Marcello Mastroianni per il film di Ettore Scola "Che ora è".
Massimo muore, per un infarto, il 4 giugno 1994 a soli 41 anni dopo aver terminato le riprese del film Il postino. Il film riceve 5 nominations all'Oscar: miglior film, miglior regia, migliore attore protagonista, miglior sceneggiatura non originale, miglior colonna sonora. Unica statuetta assegnata è per la migliore colonna sonora.



SENZA DENARO NON SI CANTANO MESSE

Ecco è giunto il tempo che lo faccia, cosa?
Che mi distacchi da questo strano e perverso mondo dei cacciatori di blog, perchè?
Lo spiega bene Morena, autrice del blog Menta e cioccolato che di esperienza nel campo dei food blogger ne ha molta più di me.
In fondo io ho aperto questo blog per condividere la mia passione per il mondo gastronomico e non solo, ora se qualcuno apprezza ciò che scrivo e  ciò che faccio, mi offra il giusto compenso, oppure taccia per sempre, evitando inutili prese in giro e soprattutto furti delle mie piccole opere culinarie.
Come dice Gennaro Memoli " absque pecunia cantata sunt Missis"



domenica 17 febbraio 2013

PANE AI PISTACCHI





500 gr farina per pane,
1/2 cubetto di lievito,
300 gr acqua,
20 gr olio evo,
10 gr sale,
80 gr di granella di pistacchi

Predisporre la farina a fontana, unire al centro l'olio, il sale,  il lievito sbriciolato e la granella, versare l'acqua lentamente, amalgamare fino ad ottenere un impasto liscio e morbido e porlo a lievitare fino al raddoppio, dopo riprenderlo, impastare ancora un pò e adagiarlo in uno stampo da plum cake, lasciarlo lievitare ancora fino al raddoppio e cuocerlo in forno caldo a 180° per 40/45 minuti circa.
VERSIONE BIMBY
Mettere gli ingredienti nel boccale in questo ordine:
acqua, lievito, olio, farina, granella e sale, impastare 2,30 minuti a velocità spiga, lasciarlo lievitare nel boccale, poi toglierlo e metterlo sul piano di lavoro, impastarlo di nuovo velocemente e sistemarlo in uno stampo per plum cake, lasciarlo lievitare ancora fino al raddoppio e cuocerlo a 180° per 40/45 minuti circa.

TRONCHETTO CON CREMA AL CIOCCOLATO BIANCO E FRAGOLE




La pasta biscuite è di origine francese, consiste in una preparazione base nella pasticceria, costituita semplicemente da uova, zucchero e farina amalgamati secondo un procedimento specifico che la rende particolarmente adatta ad essere arrotolata e farcita.
Infatti è il tipo di pasta che si utilizza per i tronchetti, semifreddi e gelati, ma spesso nella pasticceria casalinga si utilizza per girelle farcite con confetture o crema al cioccolato.
Nella mia preparazione ho utilizzato una farcitura con crema al cioccolato bianco e fragole (dell'orto del nonno congelate).

PASTA BISCUITE:
112 gr di zucchero,
112 gr di farina,
3 uova.
CREMA:
250 ml latte intero,
2 tuorli,
40 gr farina,
80 gr zucchero,
80 gr di cioccolato bianco,
250 gr di fragole (congelate le mie)

CREMA-
In una terrina unire la farina, lo zucchero e la farina e mescolare fino ad ottenere una crema liscia, intanto mettere sul fuoco il latte ed appena accenna al bollore allontanarlo dal fuoco ed incorporarvi la crema, rimettere sul fuoco e fare addensare. Dopo fuori dal fuoco aggiungere il cioccolato e farlo sciogliere mescolando di continuo.

FRAGOLE-
Scongelare le fragole a temperatura ambiente e condirle con zucchero e liquore a piacere.

PASTA BISCUITE-
In una terrina mettere zucchero e uova e con una frusta elettrica montarle fino a renderle spumose, occorrono almeno 15/20 minuti.
Setacciare la farina ed incorporarla al composto poca per volta, mescolando con una spatola ed avendo cura di amalgamare con movimenti dal basso verso l'alto.
Foderare  carta forno una teglia piatta di 35x40  e versare il composto, pareggiarlo e cuocerlo in forno caldo a 180° per 15 minuti circa.
Prima di sfornare la pasta preparare un foglio di carta forno bagnato e strizzato, sfornare la torta e rovesciarla sulla carta bagnata, eliminare la carta di cottura ed arrotolare la pasta su se stessa, lasciarla intiepidire.

Srotolare la pasta, unire le fragole alla crema e farcire la superficie della torta, arrotolare di nuovo e spolverizzare con zucchero al velo.


SMETTERE DI STIRARE SI PUO'

mercoledì 13 febbraio 2013

PASTA CON MARSHMALLOWS









150 gr di caramelle marshmallows bianche,
330 gr di zucchero al velo,
3 cucchiai d'acqua,
altro zucchero al velo per lavorare,
coloranti alimentari.
Io ho trovato solo caramelle bicolori (i puffi),così ho tagliato la parte azzurra ed ho utilizzato solo la bianca.
Prendete le caramelle Marshmallow e ponetele in una terrina, aggiungete 3 cucchiai di acqua e fatele scogliere nel microonde (1 minuto a 650°).
Sciolte le caramelle aggiungete fuori dal fuoco  125 g di zucchero al velo e mescolate con un cucchiaio.
Sul piano di lavoro intanto mettete altro zucchero al velo e il composto di caramelle e
iniziate a lavorare piano piano fino ad ottenere un impasto consistente e liscio.
Formate un panetto, avvolgetelo nella  pellicola e riponetelo in credenza. Lasciatelo riposare almeno 2 o 3 ore prima di lavorarlo.

La pasta MMF non va fatta riposare in frigo ma in credenza
La pasta MMF avvolta bene nella pellicola puó durare anche piú di due mesi
Sono preferibili le caramelle lisce a quelle con zucchero in superficie che rende la pasta piú dura.
 Usate lo zucchero al velo già pronto che contiene amido.
La quantitá di zucchero al velo può variare a seconda del tipo di caramelle Marshmallow acquistate, mediamente  330 gr. è sufficiente.
Dopo un pó di tempo la pasta MMF puó diventare dura, per renderla morbida e malleabile potete metterla per qualche secondo nel microonde o riscaldarla lavorandola tra le mani.
Le decorazioni fatte con il MMF si possono conservare  per parecchio tempo ben chiuse in una scatola.
Per assemblare le varie parti delle decorazioni potete usare dell’acqua.
La pasta MMF potete colorarla  con coloranti in pasta, vanno bene anche i coloranti liquidi, ma questi ultimi lasciano i colori  piú spenti.
Potete aggiungere il colorante quando sciogliete le caramelle, oppure quando fate le decorazioni, colorando i vari pezzi che vi occorrono.
La torta ricoperta di MMF potete tranquillamente metterla in frigo, la copertura non diventa dura.
Per coprire  una torta con pasta mmf, deve essere prima spalmata con gelatina di albicocche, panna montata , o crema al burro, la crema è sconsigliata perchè in genere fa trasudare la pasta.






















IL TORRONE DEI MORTI. O MURTICIELL

 Nella tradizione italiana ogni ricorrenza, sia essa religiosa che laica, ha un piatto tipico, spesso un dolce che la caratterizza. For...