giovedì 2 maggio 2013

LA PARABOLA DEL BUON SAMARITANO.

Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede al locandiere, dicendo: «Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno». Stamane  ricordavo questa parabola. L'ho ripescata, pur essendo agnostica e non praticante, perchè mi pare paradigmatica rispetto a ciò che oggi è il vero problema.Una distribuzione della richezza assolutamente insostenibile, dove meccanismi perversi fanno star bene chi giá sta benissimo e fanno morire chi è giá ferito a morte. Credo che oggi ci siano al mondo diversi tipi di criminalità che impediscono un accettabile livello di vita per tutti. La vera criminalità mafiosa, la criminalità finanziaria che poi spesso è la,stessa cosa, e la criminalità dell'indifferenza verso il prossimo da parte di chi tiene immobilizzati immensi patrimoni quando avrebbe la possibilitá di farli girare per il bene di tutti. Warren Buffet, l'uomo tra i più ricchi del mondo, tempo fa paragonava il denaro al sangue. Se il sangue non circola il corpo muore. I nostri governanti pensino più a far circolare il sangue, con leggi adeguate, che a far dei salassi inutili ,a random , uccidendo chi è anemico e facendo il solletico a chi è pingue di denaro guadagnato con onestá miope che la speculazione sostiene.

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