lunedì 13 gennaio 2014

DALLA REDAZIONE DEL MAGAZINE CAVOLO VERDE L'ECONOMISTA MEMOLI CIRO CI ILLUSTRA COME FARE LA SPESA SENZA SUBIRLA

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La Spesa Alimentare

Affrontarla, Non Subirla

Scritto da Redazione

La spesa alimentare (articoli cibo CavoloVerde n.1877)Napoli, 14/1/2014 - Le porte del 2014 si sono ormai aperte, e per molte famiglie (non tutte) si ritorna alla quotidianità tipica del periodo post-natalizio. Un nuovo anno comincia ed è bene affrontare con sfrontatezza una delle problematiche che più gravano sulla vita e sul benessere delle famiglie: la spesa alimentare.
La spesa non è altro che un momento in cui noi stessi ci ritroviamo ad essere gli amministratori delegati di un’azienda, la famiglia, e come tali dobbiamo affrontare questo momento non con una ingenua superficialità ma con una meticolosa attenzione.

Le principali problematiche legate ai consumi alimentari derivano da due atteggiamenti tipici dell’italiano medio:

il primo consiste nel mangiare di meno, quindi nel rinunciare alla quantità per mantenere alta la qualità e il secondo nel mantenere i propri standard quantitativi ma diminuendo il livello qualitativo della propria spesa.
Ma perché rinunciare alla qualità o alla quantità?

La spesa è, molto probabilmente, una delle poche cose rimaste che un cittadino può affrontare e non subire; questo perché oramai si hanno a disposizione una miriade di possibilità, di prodotti, di combinazioni alimentari che basta saper cogliere per poter mangiare sano e soprattutto per poter arrivare a fine giornata sazi e soddisfatti!

Ebbene, quali sono le principali regole da seguire per potersi garantire una spesa efficace ed efficiente?

Eccole:

1) Non rinunciate alla qualità!

I prodotti che vi sembreranno maggiormente vantaggiosi perché non di “marca” e conseguentemente meno costosi sono una pura illusione in quanto, spesso, nell’economia, a minor prezzo corrisponde minore qualità e ciò si riversa sulla vostra salute. Attenzione! Non sempre il rapporto qualità-prezzo è così proporzionato ma come in tutte le cose bisogna saper scegliere e valutare. Ad esempio: il salmone o il tonno è evidente che se fresco è di maggiore qualità ed anche più costoso ma lo stesso vale per quello in scatola che può essere di buona qualità ma con la differenza di essere più economico, l’importante è saper scegliere fra le confezioni in scatola o sottovuoto, poiché se un salmone in scatola costa davvero poco, vorrà dire che con una buona probabilità quel salmone o quel tonno sarà di minore qualità per via dei conservanti ecc.
Basti pensare che la produzione di un prodotto è come un viaggio: più benzina consumate, più andrete lontano, di conseguenza, più andrete lontano e più avrete speso. Lo stesso vale per i prodotti: più un’azienda decide di spendere per la produzione di un prodotto, più quel prodotto sarà buono. E’ ovvio che ci sono, anche qui, delle eccezioni legate alla reputazione dell’azienda, al costo-lavoro, al rapporto che l’azienda ha con i suoi fornitori e così via, quindi è scontato che il presupposto del ragionamento è che l’azienda goda di una buona reputazione.
Inoltre è importante valutare anche il periodo di consumo, infatti è ovvio che i commercianti per garantirsi maggiori entrate, faranno leva su quelle che sono le abitudini culinarie comuni. Ad esempio: il prezzo del pesce così come quello dei molluschi o della carne lo troverete raddoppiato se non triplicato nel periodo natalizio, in questi casi per non rinunciare ad un buon piatto di pesce a natale, si può sfruttare il congelatore, comprando i prodotti in periodi meno dispendiosi per poi conservarli.

2) Occhio alle offerte!
Viviamo in un’epoca in cui la crisi ha colpito un po’ tutti. Le prime vittime di questa crisi sono sicuramente quelle famiglie che fanno la spesa ogni settimana e questo lo sanno bene anche le grandi aziende. Ebbene, negli ultimi anni c’è stata e c’è tutt’ora una guerra di prezzo fra i grandi rivenditori per accaparrarsi il maggior numero di clienti e di conseguenza troviamo spesso in questi grandi centri commerciali offerte di tutti i tipi. D’altronde questo è un fenomeno che si è riversato su tutte le macro-categorie commerciali (basti pensare che nei negozi di abbigliamento troviamo, dopo soli due giorni di inizio saldi, sconti del 50%!).
Quindi, occhio alle offerte poiché in questo caso la momentanea diminuzione di prezzo non è legata ad una scarsa qualità ma a maggiori incentivi da parte dei fornitori o dei distributori ad acquistare per poi rivendere sia le materie prime che i i prodotti finiti, in modo tale da permettere un proficuo guadagno a tutti i soggetti economici, in tutti gli stadi della produzione economica.

3) “Da consumarsi preferibilmente entro …”
Uno dei più grandi sprechi deriva proprio da questa dicitura, infatti a differenza di quanto si possa pensare le scadenze che troviamo sui nostri prodotti sono puramente convenzionali, mi spiego.
La legge italiana obbliga le aziende a fissare una data di scadenza sulla confezione ma non specifica secondo quali criteri (eccezione fatta per il latte per il quale la legge fissa una scadenza ben precisa).
Ragione per cui, se è vero che un prodotto scaduto perde alcune delle sue proprietà nutrizionali, è anche vero che se dalla scadenza sono trascorsi pochi giorni, difficilmente quel prodotto non è più buono! Non a caso esistono associazioni benefiche che offrono alimenti, spesso scaduti, a famiglie più povere, proprio perché costano di meno ma sono ugualmente buoni.

4) Da un grande piatto derivano grandi responsabilità.
E’ proprio così, saper cucinare può rappresentare un grosso vantaggio nel bilancio familiare. La cucina italiana è fra le più ricche ed è anche la più buona (diciamocelo), ma presenta una grande peculiarità, ovvero che molto spesso i piatti della nostra tradizione derivano da una cucina povera nata più per necessità che per virtù, oltre a presentare una vastissima varietà di prodotti. Quindi qual è il segreto? Cucinare bene!
Con pochi ed economici prodotti si possono creare grandi piatti ed interi pranzi e cene, per non parlare della capacità di riciclo dei piatti del “giorno dopo” che la cucina italiana ci ha insegnato.
Pertanto, imparate a cucinare, ne trarrete vantaggio sia nel gusto che nel portafoglio, oltre ad essere divertente.

5) La stagionalità.
Non assecondate sempre e comunque le vostre voglie, date sempre la precedenza a frutta e verdura di stagione poiché costa di meno , è sicuramente più buona e soprattutto è naturale.
Non scegliete i prodotti ortofrutticoli in base al loro aspetto ma in base al loro gusto!
Nella cucina più che in qualsiasi altra cosa, il vero valore e la vera bellezza va ricercata nel cuore pulsante del prodotto, al suo interno e non nei suoi colori o nella sua estetica.

Queste sono le buone norme da seguire per affrontare la spesa con criterio e buon senso che, anche se banali e semplici, sono quelle che più facilmente si possono trascurare.
L’ultimo consiglio che mi sento di darvi è : guardate, osservate, sentite gli odori, i profumi, cercate, scovate, esplorate questo mondo, siate i padroni della vostra cucina, non ponetevi limiti, la cucina appartiene a tutti noi, è un scienza incompleta, è un involucro di emozioni e sensazioni, è arte, è vita.
Imparate a farne parte e scoprirete che il vero risparmio è stato… aver mangiato bene.

Ciro Memoli

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