lunedì 14 aprile 2014

IL TARTUFO DI BAGNOLI IRPINO

Bagnoli Irpino è un piccolo comune della provincia di Avellino, situato a ridosso dei monti Picentini.
Gran parte del suo territorio è caratterizzato da immensi faggeti e boschi di pini neri che rappresentano l'habitat perfetto per la produzione spontanea del Tartufo nero.
Questa pepita preziosa come i nobili "Bianco d'alba" e "Nero di Norcia" vanta una tradizione antichissima, infatti era già noto e molto utilizzato nel 1700 alla corte dei Borboni.

Oggi il tartufo nero di Bagnoli Irpino è riconosciuto dal ministero delle politiche agricole quale prodotto agroalimentare tradizionale italiano ed è apprezzato anche nel nord Italia ed in Europa.

Il Tartufo nero di Bagnoli si presenta in una forma tondeggiante irregolare e della grandezza media di un uovo; ha una cuticola esterna rugosa e nera, la sua polpa è grigia e lievemente striata.
Si raccoglie da ottobre a marzo e dopo un'accurata spazzolata con acqua tiepida, va consumato subito o conservato in barattoli colmi di riso, per impedirne la perdita del profumo; ermeticamente chiusi e riposti in frigorifero, alcuni li congelano per consumarli il resto dell'anno.

Da un punto di vista organolettico il tartufo di Bagnoli ha una fragranza forte ed inebriante, un sapore gradevolmente amaro che esalta da solo ogni preparazione, per cui se ne sconsiglia l'abbinamento ad altri elementi forti, come ad esempio i funghi porcini.

Il suo forte aroma lo rende il protagonista assoluto di tutti i piatti in cui è utilizzato, soprattutto se consumato crudo come gli esperti consigliano, tagliato in lamelle e disseminato sulle pietanze.
Una ricetta semplice e particolarmente gustosa è quella degli spaghetti al tartufo,

per quattro persone occorrono:

400 gr di spaghetti,
3 tartufi neri medi,
succo di mezzo limone,
6 cucchiai abbondanti di olio extravergine di oliva,
sale.

In una terrina mettere l'olio, due tartufi tagliati a lamelle, il succo di mezzo limone e lasciare insaporire. Intanto cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata e scolarli al dente; aggiungerli al sugo e farli amalgamare quanto basta a raccogliere il condimento.
Servire con una grattata di tartufo fatta al momento.

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