venerdì 16 maggio 2014

PICNIC che passione! Due ricette e un appunto sociologico.

Picnic Che Passione! 
Due Ricette E Un Appunto Sociologico 
, 14/5/2014 - Un caldo e gradevole sole fa capolino sulle nostre giornate e l'aria si profuma di intensi e freschi odori di erbe rigogliose, è tempo di stare all'aria aperta.
Allora tirate fuori il cesto con le stoviglie, la tovaglia a quadri, il plaid scozzese, una palla e tanta voglia di divertirsi che si prepara il picnic.

Il picnic oggi definito "gita fuori porta", ha una storia ed un significato molto importanti.
Infatti nasce in Francia nel 1600 come fenomeno sociale atto a condividere i propri pensieri e le proprie idee non più nel chiuso di un salotto ma alla luce del sole.
Il picnic diventa un nuovo modo di condividere la propria convivialità dinanzi ad un pasto semplice consumato su un prato senza le etichette imposte dai pranzi formali.
Per questo il suo nome deriva dall'unione di due parole pique (prendere) e nique (piccolo), per intendere pietanze che si possono consumare con le mani.

Questo nuovo modo di vivere il pasto, diventa un vero e proprio rituale sociale al punto che successivamente sarà espresso in diverse opere pittoriche sia nel 1700 che nel 1800, come il famoso dipinto le "dejeuner sur l'herbe" di Eduard Manet.

Quindi il picnic assume la forma definitiva di fenomeno sociologico che rispecchia la società circostante, anche se però mantiene sempre una matrice unica, il desiderio ancestrale di calarsi nella natura e viverla nella sua forma più genuina.

Allora se anche voi avete il desiderio irrefrenabile di lasciare le mura di casa per un giorno e godervi qualche ora di libertà, prendete carta e penna e organizzate il vostro picnic.
Il primo elemento che vi occorre è un bel cesto di vimini, lo so che anche un borsone va bene, ma volete mettere il fascino del cesto?
Poi una tovaglia, qualche plaid, un pareo per coprirsi dal sole, una palla per lasciar giocare i bambini e non solo, qualche stoviglia e tante cose semplici da mangiare possibilmente con le mani, acqua e frutta da sgranocchiare.
Per i più romantici quel libro che da mesi giace dormiente sul comodino.

Tutto è pronto si parte, buon picnic.
Un'idea per una pietanza da portare sono i tramezzini al forno con due varianti:

TRAMEZZINI CON PANE INTEGRALE
18 fette di pane integrale per tramezzini,
prosciutto,
provola,
2 scatolette di tonno,
pomodori,
parmigiano,
olio evo.
Sistemare su una teglia 6 fette di pane, coprire con la provola, poi il pr. cotto, coprire con altre 6 fette e coprire con tonno e pomodori a fette, coprire con altre 6 fette e condire con un filo d'olio e parmigiano.
Mettere in forno 10/15 minuti a 200° e fare colorire.
Servire tagliati a rettangoli.

TRAMEZZINI FILANTI
2 confezioni di pane per tramezzini,
250 gr di prosciutto di praga,
300 gr di fior di latte di Agerola,
3 uova,
parmigiano,
sale.

In una teglia da forno rettangolare (32x24 la mia) unta con burro, sistemate due rettangoli di pane, copriteli con prosciutto cotto, fior di latte a fette, ricopriteli con altro pane, ancora prosciutto e fior di latte e di nuovo pane, poi sbattete 3 uova con sale e parmigiano e versatele sulla superficie , mettete in forno caldo a 200° 15/20 minuti circa. Tagliate a quadretti e servite caldo... anche freddo è gustoso.

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