mercoledì 25 giugno 2014

BUCATINI ALLA CARUSO




Qui dove il mare luccica e tira forte il vento
su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento
un uomo abbraccia una ragazza dopo che aveva pianto
poi si schiarisce la voce e ricomincia il canto.

Te voglio bene assaje
ma tanto, tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai.

Vide le luci in mezzo al mare
pensò alle notti là in America
ma erano solo le lampare e la bianca scia di un'elica

sentì il dolore nella musica, si alzò dal pianoforte
ma quando vide la luna uscire da una nuvola
gli sembrò più dolce anche la morte

guardò negli occhi la ragazza, quegli occhi verdi come il mare
poi all'improvviso uscì una lacrima e lui credette di affogare.

Te voglio bene assaje
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai.

Potenza della lirica dove ogni dramma è un falso
che con un po' di trucco e con la mimica puoi diventare un altro
ma due occhi che ti guardano, così vicini e veri
ti fan scordare le parole, confondono i pensieri

così diventa tutto piccolo, anche le notti là in America
ti volti e vedi la tua vita come la scia di un'elica

ma sì, è la vita che finisce ma lui non ci pensò poi tanto
anzi si sentiva già felice e ricominciò il suo canto.

Te voglio bene assaje
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai.

 Il grande tenore Enrico Caruso (1873-1921) amava moltissimo la sua città natale, Napoli ,anche se dopo il 1901, anno in cui fu fischiato  in occasione di una rappresentazione dell’Elisir d’amore di Donizetti giurò che non sarebbe più tornato a cantare in città. Infatti vi tornava solo per gustare la pasta ed in particolar modo un piatto che lui stesso aveva ideato e che ancora oggi porta il suo nome "i bucatini alla caruso".


300 g di bucatini
pomodori freschi o pelati q.b.
1 peperone dolce rosso o giallo
2 spicchi d'aglio
1 peperoncino
olio evo
origano
basilico
prezzemolo
1 zucchina

In una padella, fate soffriggere nell’olio gli spicchi d’aglio tagliati in quattro.
Quando cominciano a imbiondire, togliete gli spicchi d'aglio dalla padella e aggiungete i pomodori a pezzetti con il peperone tagliato grossolanamente.
Alzate la fiamma e aggiungete al sugo anche l’origano, il peperoncino sbriciolato e abbondante basilico.

Nel frattempo, tagliate a rondelle la zucchina, infarinate le rondelle e friggetele a parte.

Mentre completate le altre operazioni, fate cuocere la pasta al dente in abbondante acqua salata.
Scolatela e conditela col sugo preparato, le zucchine fritte e una spolverata di prezzemolo.

TRONCHETTO AL DULCE DE LECHE



Per la pasta biscuit:
112 gr zucchero,
3 uova,
50 gr cacao amaro,
62 gr farina,
aroma vaniglia.

1 barattolo di dulce de leche.
Montare le uova con lo zucchero fino a renderle spumose, con una spatola incorporare la farina ed il cacao setacciati.
Foderare una teglia rettangolare con carta forno, versare l'impasto e livellarlo in maniera uniforme.
Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 15 minuti.
Poi sfornarlo e capovolgerlo su un foglio di carta forno bagnato e strizzato, eliminare la carta di cottura e arrotolarlo su se stesso, lasciarlo intiepidire, dopo srotolarlo, farcirlo con il dulce de leche e riavvolgerlo.

DULCE DE LECHE





Il dulce de leche ('dulðe de 'letʃe) in spagnolo o doce de leite in portoghese, è un dessert a base di latte. È un dolce tipico uruguayo, ma viene usato molto anche in Brasile, in Paraguay e in Argentina ed è molto popolare in gran parte del Sud America. Viene preparato facendo cuocere a lungo il latte e lo zucchero fino a ottenere una crema, e il suo sapore è molto simile a quello delle caramelle al mou.
Ci sono diversi metodi per preparare questa crema, ma quello più semplice è la cottura in pentola a pressione.
Procuratevi una lattina di latte condensato, mettetela in pentola a pressione, copritela d’acqua (tanta acqua) e lasciate cuocere mezz’ora dal momento del fischio; fate raffreddare la pentola a pressione sotto dell’acqua fredda, tirate fuori la lattina, fate raffreddare anche la lattina e poi apritela: il dulce del leche è fatto, versatelo in un barattolo di vetro sterile.
Potete utilizzarlo per farcire torte, biscotti, pane o come vi pare, io ho l'ho utilizzato per dolcificare il caffè.

lunedì 23 giugno 2014

O BROR E PURP





Tra i must dello street food partenopeo vi è il brodo di polipo, una sorta di tea napoletano.

Anticamente nel vecchio mercato portuale di Santa Lucia, lungo il litorale partenopeo si era soliti incappare in fornelli ambulanti con grossi pentoloni dove sbuffava un forte brodo composto solo di acqua e pepe in cui sobbolliva un gigantesco polipo.
Il brodo bollente era consumato principalmente dai lavoratori portuali per riscaldarsi e qualche "ranfetella" , piccolo tentacolo, era un gradito omaggio del venditore. Questa consuetudine si è poi diffusa in tutto il centro storico e si è mantenuta fino a qualche anno fa quando le norme della comunità europea ne hanno vietato la vendita per motivi igienici.
Oggi infatti è possibile degustare questa specialità in tazza solo in qualche trattoria del centro storico, dove il brodo si prepara per necessità di cucina.
Il polipo, invece, si consuma in tutte le stagioni, tagliato a tocchetti condito con sale e limone e servito in fogli di carta oleata, d'obbligo l'utilizzo delle mani, il più raffinato finger food.
Per un polpo dal peso di 1 kg.
Mettere una capiente casseruola sul fuoco con acqua, sale e pepe, appena bolle prendere il polpo per la testa e calarlo per circa tre volte nell'acqua, serve per intenerire i tentacoli, lasciarlo poi cuocere per circa 45 minuti.
Trascorso il tempo verificarne la cottura con un forchettone, toglierlo dall'acqua lasciarlo intiepidire, tagliarlo in piccoli pezzi e condirlo con sale, olio, limone e prezzemolo fresco.

domenica 8 giugno 2014

PIZZA MASTUNICOLA



Lo strutto nella pizza non è più un'eresia
La pizza tanto amata e tanto raccontata, rappresenta un'eccellenza del made in Italy ed in particolare del made in Napoli.

Infatti, delle sue origini si è detto tanto e non tutti gli studiosi concordano sul fatto che sia nata a Napoli, in quanto se ne trova traccia persino nella mitologia.

Un fatto certo e documentato è che la pizza ha trovato la sua collocazione perfetta a Napoli nel 1600 dove l'estro partenopeo ha creato quella meravigliosa delizia che oggi conosciamo.

Bisogna però ricordare che prima di tale data la pizza era già conosciuta a Napoli ma senza il pomodoro, che è arrivato in Italia solo nel 1560.

Ebbene prima della Margherita, la pizza più famosa era la pizza "Mastunicola", nome derivato da una corruzione dialettale del basilico che in napoletano si chiama "vasinicola".

Questa pizza era farcita solo con strutto e basilico e, per chi lo aveva a disposizione, del formaggio.

Lo strutto per la sua capacità di fornire energia rappresentava il sostentamento necessario per gli uomini dediti al lavoro.

Con il passar del tempo e la demonizzazione dello strutto, questa pietanza è andata in disuso, fino a quando Franco Pepe prima e Gennaro Battiloro poi, delegati dell'Associazione Verace Pizza Napoletana, hanno tirato fuori la ricetta originale e l'hanno reintrodotta nella nomenclatura delle pizze.

Infatti è stata presentata ad Identità Golose del 2012 dove ha riscontrato un grande successo.

Per realizzarla in casa occorrono:
500 gr di farina 00,

3 gr di lievito,

sale,

350 ml circa di acqua (l'acqua è indicativa perchè varia secondo il tipo di farina e l'umidità dell'ambiente in cui si lavora).



PER LA FARCITURA:

Qualche ciuffetto di strutto,

tanto basilico,

parmigiano e pepe secondo i gusti.



Fare la classica fontana con la farina, mettere al centro il lievito, un pizzico di sale e l'acqua un po' per volta intanto che si lavora, bisogna ottenere un impasto molto morbido ma non appiccicoso.

Dividerlo in quattro panetti di uguale peso e lasciarli lievitare almeno due ore.

Per la cottura io ho sperimentato la cottura in padella, lasciare riscaldare bene una padella antiaderente, stendere con le mani ogni panetto dandogli la classica forma della pizza e cuocerla nella padella pochi minuti per lato, appena fuori dalla padella mettere sulla superficie qualche fiocchetto di strutto, il basilico e il parmigiano. Servire subito.

giovedì 5 giugno 2014

PREGHIERA PER LA TUA PRIMA COMUNIONE...TANTI AUGURI MANUEL

O GESU'
che scendi nel mio cuore
donami il perdono e
ravvivalo con la tua luce,
insegnami ad amare tutti
e a perdonare sempre,
solca il cammino della mia
crescita e semina
il tuo insegnamento
affinchè possa farne nutrimento
e offrirlo a chi è avido di fede.
Istruisci il mio cuore
alla preghiera quotidiana
e proteggimi sempre dal male.
O Gesù ti ringrazio
per il dono dell'eucarestia
e ti chiedo in questo santo giorno:
"scendi su tutti i presenti e dona loro la tua benedizione".
                 AMEN                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                OLIMPIA D'AMBROSIO 

PACCHERI CON PATATE COZZE E PROVOLA

2 kg di cozze, 3 patate medie (circa 150 gr ciascuna) , aglio, olio evo, sale, pepe, prezzemolo, 250 gr di provola tritata o gratt...