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venerdì 31 luglio 2026

Odissea

 Ho visto L’Odissea al Cinema e  mi è rimasto incastrato dentro.

​Ci hanno sempre raccontato Ulisse come l'eroe astuto che vince, ma qui la regia fa un’operazione  sovversiva.

Ci mostra che chi vince la guerra, in realtà, la perde dentro di sé. C'è un'immagine che non riesco a togliermi dalla testa, con lui che resta solo, spento, incapace di gioire mentre tutti intorno festeggiano la caduta di Troia.

 Il regista è stato d'una bravura spaventosa nel ribaltare il mito. Non ci fa vedere la gloria, ma la nausea della carneficina e il senso di colpa di chi è sopravvissuto. È un'inquadratura che ti sbatte in faccia il nostro presente, smascherando l'illusione di tutte le guerre di oggi e la cieca amnesia di un'umanità che continua a celebrare i vincitori senza capire che sono solo altri carnefici e altre vittime.

E poi c'è lei, Penelope: la coscienza del racconto.

Il regista la libera dalla gabbia dell'attesa passiva, non è la donna paziente, ma è fermezza.

È lo specchio che costringe Ulisse a spogliarsi delle armi per ritrovare, finalmente, la propria dimensione umana.

Lascia anche  una  lezione più intima. Ci insegna che dal dolore non si scappa e che le ferite non vanno curate cancellandole, ma abitate. Il vero viaggio di Ulisse non è la rotta verso casa, ma il tentativo disperato di ritrovare una traccia di umanità dopo essere stato mostro e vittima. Non puoi anestetizzare i traumi o far finta di nulla per tornare alla tua vita come se la tempesta non ti avesse travolto... 

Il senso del percorso sta nel trovare il coraggio di attraversare quelle macerie intercoordinate e accettare che non saremo mai più le persone di prima.

È un'opera d'arte

Uno schiaffo alla nostra indifferenza che continua a lavorarmi dentro a distanza di giorni, per questo secondo me va  assolutamente visto.

giovedì 2 febbraio 2017

TANTI AUGURI GENNARO......12 settembre 2012


Ehi, tu! lì fuori al freddo
Che sempre più solo invecchi, mi senti?
Ehi, tu! che te ne stai fra le risate della gente
Piedi indolenziti e sorriso sempre più debole, mi senti?
EhI, tu! non aiutarli a seppellir la luce
Non arrenderti senza lottare 









martedì 6 novembre 2012

CICERONE E LE SEI DOMANDE


Come diceva Cicerone, prima di giudicare dobbiamo porci sei domande probatorie: "Quis, quomodo, ubi, quando, quid, cur? Chi, come, dove, quando, che cosa, perché?
 1. QUIS: chi è testimone dei fatti? Chi, oltre a voi ha udito questa presunta conversazione? Una persona veramente imparziale o che potrebbe avere una versione distorta della realtà o peggio, dei pregiudizi nei confronti dell’imputato?
 2. QUOMODO: in che modo siamo giunti a conoscenza dei fatti? Siamo ben sicuri che tali modalità non siano state “filtrate” da persone di parte? Come (in che modo) è capitato di udire una conversazione così privata? 
3. UBI: dove esattamente è avvenuto il fatto? Dove era l'imputato? C’era il rischio intercettazioni? L’imputato, magari un doppiogiochista, oltre ad essere costantemente intercettato dai buoni, poteva essere anche costantemente intercettato dai cattivi e doveva quindi comportarsi di conseguenza? 
4. QUANDO: quando è successo? C’è il rischio di una falsa o imprecisa testimonianza? 
5. QUID: che cosa è esattamente avvenuto? Che cosa esattamente avete sentito? È oggettivamente verificabile?
 6. CUR: perché lo ha fatto? Qual è il suo scopo recondito?


giovedì 18 ottobre 2012

I VIAGGI DI GULLIVER



Arriva Gulliver in Italia, l'ennesimo fenomeno atmosferico di questa lunghissima estate (in Campania non è mai arrivato l'autunno) e tra i tanti nomi attribuiti alle ondate di caldo questo è veramente quello più azzeccato, in perfetta sintonia con il clima sociale in cui viviamo.

Infatti quando Jonathan Swift scrisse questo libro I VIAGGI DI GULLIVER,, in realtà volle indirizzare una feroce critica alla società del tempo:, così ognuno dei viaggi da lui descritti erano il pretesto per irridere, di volta in volta, il sistema giudiziario, i meccanismi del potere o la politica del tempo, insomma un'allegoria della Francia e dell'Inghilterra settecentesca, nonchè dell'animo umano.


E lui diede questa opinione: che chiunque facesse crescere cinque pannocchie di grano o due fili d'erba la' dove prima ne cresceva uno solo, avrebbe fatto un miglior servizio al suo paese che tutta la razza dei politici messa assieme... .....da I viaggi di Gulliver

mercoledì 17 ottobre 2012

TUTTI PAZZI PER LA SPESA


“Pazzi per la spesa” racconta un fenomeno diffuso in America, il couponing ovvero la raccolta maniacale di coupon con un unico scopo: il risparmio.
In ogni episodio, si  entra nella vita quotidiana di alcune perfette risparmiatrici d’America, accomunate dal motto “minima spesa, massima resa”, ovvero l’arte del raccogliere buoni sconto, mettendo da parte cifre da capogiro. Le tecniche utilizzate dalle nostre parsimoniose protagoniste sono tra le più disparate, puntigliose e talvota anche folli: dall’ispezione della spazzatura pubblica in cerca di coupon gettati via, fino all’elaborazione di complicate formule matematiche… e tutto in nome del risparmio!
Nonostante molte critiche spietate, il fenomeno sta prendendo piede anche in Italia, così in molti forum si discute e ci si informa su come risparmiare e come raccogliere sconti. Addirittura si sta pensando di chiedere alle istituzioni di consentire il couponing anche in Italia.
Tutto ciò è significativo di un malessere diffuso che sta immiserendo la gente materialmente e culturalmente, perchè guardare certa televisione e lasciarsi condizionare dai suoi modelli è veramente preoccupante. Infatti se si guardasse con occhio attento al programma, ci si renderebbe conto che alla fine sponsorizza uno stile di vita esiziale, schernendo una fascia della popolazione con difficoltà economiche e un basso profilo culturale.
Purtroppo la televisione ha raggiunto un tale livello di scadenza che anzichè educare ai valori, propone solo disvalori.
Spesso si discute sul ruolo formativo della tv che dovrebbe integrare i modelli educativi della famiglia e della scuola, ma in pratica poi offre quasi esclusivamente messaggi ed esempi negativi, per questo talvolta la scelta migliore è evitarla.

martedì 2 ottobre 2012

L'ARCOBALENO


L'ARCOBALENO
Dopo la pioggia viene il sereno

brilla in cielo l’arcobaleno.

E’ come un ponte imbandierato

e il sole ci passa festeggiato.

é bello guardare a naso in su

le sue bandiere rosse e blu.

Però lo si vede, questo è male

soltanto dopo il temporale.

Non sarebbe più conveniente

il temporale non farlo per niente?

Un arcobaleno senza tempesta,

questa sì che sarebbe una festa.

Sarebbe una festa per tutta la terra

fare la pace prima della guerra.

Gianni Rodari

QUESTO E' PROPRIO UN ARCOBALENO SENZA TEMPESTA, COSI' MI HA ACCOLTO IL MATTINO e POICHE' OGGI E' LA FESTA DEI NONNI VOGLIO CREDERE CHE LE MIE NONNE MI ABBIANO PENSATA COSI, CON L'ARCOBALENO NEL CUORE.

lunedì 17 settembre 2012

100 ANNI DI PASTA

http://www.stabiachannel.it/news/index.asp?idnews=33617

Successo alla libreria Feltrinelli di Napoli per la presentazione del libro "Cento anni di pasta" curato dal Pastificio Di Martino di Gragnano (Na) ed edito da Malvarosa Edizioni. In occasione del centenario, Giuseppe Di Martino ha voluto rendere omaggio all'oro bianco con un'opera monumentale. Il libro contiene 100 ricette, di cui 80 appartengono all'Associazione cuochi della Penisola Sorrentina, le rimanenti 20 raggruppano ricette, una per ogni regione d'Italia, la cui realizzazione è stata affidata ad autorevoli chef del panorama gastronomico italiano. A margine della presentazione è intervenuto il Delegato del Presidente della Provincia di Napoli per il settore Agricolo\Agroalimentare, già Rappresentante della Consulta Nazionale dell'Agricoltura, Rosario Lopa.  "Il traguardo raggiunto dal Pastificio Di Martino, di Giuseppe Di Martino,  ci rende consapevoli che bisogna partire da un punto fermo, che oggi il Consorzio della Pasta di Gragnano, rappresenta una grande opportunità per dare ulteriore slancio all'attività dei pastai gragnanesi, che è sempre stata al centro della

sabato 15 settembre 2012

L'ALBA


“L’alba ha una sua misteriosa grandezza che si compone d’un residuo di sogno e d’un principio di pensiero” ha scritto Victor Hugo. Chissà da quale inafferrabile sogno e indicibile pensiero è stato ispirato il grande scrittore che, con disarmante leggerezza, ha saputo cogliere il mistero del momento più fuggente della nostra giornata: quello del risveglio.
Non tutti si svegliano all’alba, è vero, ma chi ha avuto occasione almeno una volta di sorprendere la notte farsi giorno, sa quale tenera emozione infonde quest’effimero sciogliersi del tempo. Non è come il tramonto che, seppur anch’esso breve, anticipa e prolunga la sua manifestazione attraverso le mille sfumature del sole. E’ uno spettacolo che si dona a tutti, quello del tramonto, sfacciato e prorompente. Mentre l’alba è per pochi e sopraggiunge in punta di piedi, con la sua candida contemplazione.
In ogni caso, svegliarsi la mattina non è mai un atto da poco e ha una sua spiegazione filosofica tanto profonda quanto sottovalutata. Lo stupore infantile che si avverte nell’aprire gli occhi e scoprire che il mondo è ancora esattamente dove lo avevamo lasciato la sera precedente, prima di abbandonarci all’oscuro emissario del sonno, è la prova di essere di nuovo vivi, frementi, capaci di pensare, sentire, desiderare, ricordare, amare e tornare a sognare.
Il risveglio è la rinascita dei sensi dopo la morte del pensiero cosciente, è il ponte che congiunge la letargia alla veglia, rappresentato dai sogni, quei fantasmi alati che galleggiano nell’intercapedine tra consapevolezza e inconsapevolezza.
In fin dei conti, basterebbe osservare dalla Natura per rendersi conto di questo miracolo che puntualmente ogni giorno si rinnova, a ogni alba tutto il mondo si risveglia diventando un’esperienza esistenziale profonda e gratificante, il primo semplice gesto per apprezzare ogni giorno la vita.

martedì 11 settembre 2012

Insalata in busta sì...o insalata in busta no?


Insalata in busta sì...o insalata in busta no?

E’ di questi giorni l’ampio dibattito che si è aperto sul problema insalata e che ha fatto cadere nel panico chi quotidianamente opta per un contorno veloce e già pronto.
Secondo uno studio condotto dall’Università di Torino sulle buste di insalata pronta – studio a cui il Salvagente ha dato ampio risalto in un articolo dal titolo: “Lavate e asciugate ma piene di germi”, le insalate in busta, al contrario di quanto consigliato dai produttori, andrebbero risciacquate per diminuire la “carica microbica”, che purtroppo esiste e resiste all’interno della busta. Non solo. Sempre secondo questa rivista i microrganismi di varia natura sono destinati a moltiplicarsi dopo l’acquisito, che perdipiù fanno deperire il prodotto in pochi giorni e ben prima della scadenza indicata sulla confezione.
Notizie assolutamente non confortanti per chi abita in città, per chi non ha un orto, per chi ha fretta e che al super sceglie le buste già pronte! La qualità, però, è quanto mai varia, e la praticità non può essere l’unico criterio di scelta…
Anche perché, ammettiamolo, queste insalate in busta, nate in Germania alla fine degli anni '80, hanno ormai conquistato le nostre simpatie. I tecnici le chiamano verdure di "quarta gamma" per distinguerle dai vegetali freschi (prima gamma), dagli inscatolati (seconda gamma), dai surgelati (terza gamma) e da quelli confezionati precotti (quinta gamma).
Pronta però la replica da parte della categoria interessata e non solo, che così non è.
Interviene per primo l’ AIIPA Sezione Prodotti Ortofrutticoli di IV Gamma, Associazione rappresentativa dei produttori che opera sul mercato italiano che, contestando quanto scritto da Il Salvagente, "rileva  con sconcerto il macroscopico e ingiustificato travisamento del quadro normativo nazionale ed europeo in materia di parametri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari, dei risultati della ricerca effettuata dal Dipartimento di Sanità Pubblica e di Microbiologia dell’Università di Torino e dello studio sui valori nutrizionali della verdura confezionata svolto nel 2002 dall’INRAN”, e dice basta agli allarmismi sulle insalate in busta.
Il prodotto è sicuro, dicono.
E a supporto di questa tesi c'è anche un’analisi microbiologica condotta dall’Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta che dimostra invece che le insalate confezionate in busta, lavate e pronte all’uso, sono sicure. L’importante è saperle conservare.
Eh già …la conservazione.
Queste le regole da seguire: Una busta di insalata si mantiene in buone condizioni per 3 giorni a 12°C; la durata aumenta a 4-5 giorni se il frigorifero è regolato a 8°C. Controllare però al momento dell’acquisto che le confezioni siano conservate nei banchi frigorifero. E se il banco è stracolmo, è meglio scegliere le buste che si trovano più in basso. Vanno scartati i sacchetti con condensa all’interno, perché l’asciugatura insufficiente favorisce più in fretta i processi di alterazione. E poi guardare bene il taglio che deve essere regolare, indice però solo di un lavoro accurato.
Comunque sia, fatta salva la fretta, l’impegno, la poca disponibilità, concediamocele pure queste buste…ma quando possiamo l’insalata andiamo a comprarla direttamente dal contadino e ….tagliamocela da soli. Con pochi minuti in più…risparmiamo….e mangiamo più sano. Vuoi mettere?

giovedì 6 settembre 2012

LA PRIMA COLAZIONE



La prima colazione è un esempio concreto di quanto sia importante l’educazione alimentare: che sia un appuntamento costante tutti i giorni.
Da varie indagini condotte sul territorio emerge che circa il 25-30% degli italiani fanno una colazione non corretta e completa oppure la evitano del tutto. Il cattivo esempio degli adulti si ripercuote inevitabilmente sui bambini, che spesso saltano questo importante appuntamento riferendo con il pretesto di essere poco affamati o di mancanza di tempo. Eppure è ormai comprovato che questa abitudine mostra una stretta correlazione con l’obesità infantile, che, tra i vari aspetti comportamentali, si caratterizza anche per una ripartizione inadeguata delle calorie nell’arco della giornata. Una colazione ottimale, infatti, dovrebbe coprire circa il 20% del fabbisogno calorico della giornata e nella fascia d’età da 3 a 6 anni, dovrebbe apportare 165-285 calorie.
Gli studi più recenti hanno caratterizzato una familiarità per l’obesità e il ruolo di alcuni neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’appetito. L’obesità è perciò da considerare una malattia composita, nella quale un eventuale assetto genetico predisponente si integra necessariamente con una varietà di fattori psicologici e psicocomportamentali (ricerca di autogratificazione nel cibo), ormonali (anomalie di funzionamento di ghiandole quali ipofisi, tiroide o surreni) e ambientali (abitudini alimentari ed attività fisica). Questo scenario influenza anche i bambini, che tendono ad acquisire per imitazione i modelli comportamentali trasmessi dai propri genitori.
La prima colazione quale opportunità educativa:
la prima colazione è un esempio concreto di quanto sia importante l’educazione alimentare: in primo luogo, infatti, è fondamentale che essa costituisca un appuntamento costante di tutti i giorni. Anche i bambini, infatti, come gli adulti, hanno necessità di introdurre un buon apporto di calorie che ripristini le riserve energetiche dopo il riposo notturno e consenta di affrontare gli impegni della mattina. Un secondo aspetto da considerare è il modello trasmesso dai genitori: se l’intera famiglia si ritrova infatti a tavola, prima di affrontare la giornata, il bambino recepisce un modello comportamentale coerente, nel quale la colazione è effettivamente un momento importante per non dire quasi irrinunciabile.
Oggi, purtroppo, la tendenza è sempre più verso una vita disorganizzata, senza più regolarità nel ritmo sonno/veglia e nell’orario dei pasti. Purtroppo è in costante aumento il numero di genitori e figli che, rientrati a casa, dopo la scuola, si ritrovano, magari soli, ad aprire il frigorifero e a mangiare di tutto davanti alla televisione, che spesso, a sua volta, condiziona le abitudini e induce falsi bisogni.
L’impostazione nutrizionale corretta:
circa il 50% delle calorie complessive della prima colazione deve provenire dai carboidrati le cui fonti principali sono la frutta e i prodotti da forno, accompagnati da latte e caffè per gli adulti.
Non bisogna tra l’altro dimenticare che, paradossalmente, i soggetti obesi, a causa della pressoché assente introduzione di frutta e verdura e di una serie di eccessi, sono a rischio di deficit di alcuni elementi, tra cui ferro e calcio. Minerale, quest’ultimo, che potrebbe essere invece apportato in misura ottimale soltanto se si consolidasse l’abitudine di consumare a colazione cereali, indicati sia per la composizione in nutrienti sia per la ricchezza in fibre e micronutrienti quali ferro, calcio, vitamina B6 e B12. In particolare uno studio di Rosado et al. pubblicato sulNutrition Journal (2008; 7:28) ha evidenziato i benefici del consumo di cereali a favore del BMI, dei trigliceridi e del colesterolo valutando l’effetto generato da un aumento di cereali nella dieta di alcuni bambini obesi o sovrappesi. I soggetti, di età tra i 6 e i 12 anni, sono stati divisi in 4 gruppi. Per ciascun gruppo (a eccezione del primo, detto di controllo) veniva chiesto di aggiungere alla dieta un consumo di cerali con diverse modalità: a colazione (secondo gruppo), a colazione e cena (terzo gruppo), a colazione ma facendo un programma di educazione nutrizionale (quarto gruppo). Già a 3 mesi dall’inizio dell’indagine gli autori hanno rilevato una riduzione significativa di BMI, trigliceridi e un incremento di colesterolo HDL solo nei bambini che, oltre a mangiare cereali pronti a colazione seguivano un programma di educazione nutrizionale.
Da segnalare è poi un’importante e recente iniziativa della Nutrition Foundation of Italy (NFI) che ha promosso l’elaborazione di un documento di consenso (in pubblicazione su Acta BioMedica, vol. 80 – n° 2/2009) sul ruolo della prima colazione nella ricerca e nel mantenimento della buona salute e del benessere diretto sia agli operatori sanitari sia al grande pubblico. Le principali osservazioni emerse possono essere riassunte nei seguenti punti, che trovano pieno riscontro anche nel contesto della prevenzione dell’obesità infantile:

· i benefici della prima colazione sono in parte attribuibili al consumo regolare del pasto in sé, in parte alle caratteristiche dei suoi componenti;

· al termine del periodo di digiuno notturno, la prima colazione fornisce l’energia necessaria per affrontare le attività della mattina (migliorando le performance intellettuale e fisica), e di tutta la giornata perché migliora la qualità nutrizionale complessiva della dieta;

· l’apporto calorico della prima colazione, se bilanciato rispetto ai fabbisogni individuali ed allo stile di vita adottato, non aumenta il rischio di eccesso nell’assunzione energetica giornaliera totale. Anzi: il consumo regolare della prima colazione è associato al miglioramento di molti parametri metabolici, correlati essenzialmente al rischio cardiovascolare (riduzione del colesterolo LDL e della trigliceridemia, controllo dei processi ossidativi e del metabolismo del glucosio e dell’insulina, minor rischio di sovrappeso). Inoltre, i carboidrati complessi consumati a colazione, le proteine e i grassi (apportati principalmente dal latte e dai derivati) conferiscono un indice glicemico ridotto al pasto, modulano la sazietà e controllano l’appetito, permettendo una maggiore regolazione delle calorie assunte ai pasti successivi;

· i consumatori regolari di una prima colazione completa presentano livelli di assunzione più elevati di fibra, calcio, vitamine, minerali, e più bassi di grassi, colesterolo e calorie totali.
Se i dolci per la colazione sono fatti in casa l'alchimia è perfetta.
Ed ecco cosa dice la D.ssa Stefania Acquaro, nutrizionista ed esperta dell'alimentazione:
I dolci sono la passione dei bambini e ……… anche degli adulti!!! In questi ultimi decenni, nei paesi industrializzati, sono fioriti dolci e merende di ogni forma, dimensione e gusto, ma  i dolci casalinghi sono da preferire rispetto a quelli industriali, in quanto questi ultimi sono sempre molto ricchi di zuccheri, di grassi idrogenati o di scarsa qualità e di elevate concentrazioni di sodio, tutti elementi che nel lungo periodo non giovano alla salute dei nostri ragazzi!
Inoltre si è visto che talvolta queste merendine creano una sorta di dipendenza per cui è facile vedere bambini e non solo, consumare quantità eccessive di questi dolci durante il corso della giornata.
Fonte dott. Salavi, pediatra e nutrizionista.

Odissea

 Ho visto L’Odissea al Cinema e  mi è rimasto incastrato dentro. ​Ci hanno sempre raccontato Ulisse come l'eroe astuto che vince, ma qui...