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lunedì 8 ottobre 2012

LA SCARPETTA...........

Alzi la mano, anzi il pane chi non ama fare la scarpetta sul fondo del piatto rendendolo lustro e pulito dopo aver consumato una pietanza che lo richiede: pasta con ragù, melanzane a funghetto, salsicce e friarielli, insomma parafrasando una nota pubblicità...."se non fai la scarpetta godi solo a metà".
Ma perchè si chiama scarpetta?
 In realtà esistono vari origini possibili: una è una sorta di metafora e paragona la scarpa che si indossa al pane che passa nel piatto. Come la scarpa striscia per terra e raccoglie ciò che trova, allo stesso modo si fa con il boccone di pane che raccoglie il sugo. 
L'altra invece si rifà alla parola “scarsetta”, ovvero povertà, che obbliga le persone ad accontentarsi di ciò  che c’è, di solito molto poco, e guardare nel piatto degli altri per godere anche dei loro miseri avanzi. Altri invece ne danno una spiegazione legata alla visualizzazione del pezzo di pane morbido che spinto con il dito per raccogliere il sugo somiglia a una scarpa con la gamba che esce fuori.
Ma il galateo cosa dice? E' educato fare la scarpetta?
L'etichetta dice che è possibile farla ma solo nelle occasioni informali e usando la forchetta al posto delle mani..

giovedì 30 agosto 2012

STARE A TAVOLA SECONDO IL BON TON parte II

Appena ci si siede a tavola il tovagliolo va posto sulle gambe, mai al collo come bavaglia ed a fine pasto si pone piegato sommariamente alla nostra sinistra.
Mai risucchiare dal cucchiaio,il cucchiaio va portato alla bocca dalla punta e per raccogliere la parte finale di qualcosa di brodoso, basta inclinare il piatto all'interno del tavolo.
Se invece bisogna fare una pausa mentre si mangia, le posate si ripongono con le punte incrociate, mettendo la lama del coltello sotto i rebbi della forchetta.


Invece a fine pasto si dispongono parallele tra loro con le punte avanti e i manici verso di voi.


Mai poggiare le posate con i manici sul tavolo e le punte sul piatto come i remi di una barca.
Mai usare il cucchiaio per accompagnare la forchetta quando si mangiano gli spaghetti.
Mai tagliare completamente un cibo per poi mangiarlo con la sola forchetta, ad esempio una cotoletta, va tagliata un pezzo per volta e consumato.
Mai tagliare il pane, va spezzato senza sbriciolarlo e soprattutto senza toglierlo dal posto di un altro commensale.
La frutta va tagliata con coltello e forchetta, e comunque toccandola il meno possibile con le dita. In caso di semi (o noccioli), si passano discretamente dalla bocca nella mano a pugno semichiuso, e dalla mano, aprendola leggermente, al piatto; i grossi noccioli di frutta cotta si dispongono dalla bocca sulla forchetta o sul cucchiaio, poi sul piatto, lo stesso vale per le olive.
Lo stuzzicadenti in tavola non si usa. In caso di assoluta necessità si richiede al cameriere (che lo dovrebbe servire con discrezione su un piattino coperto con un tovagliolino) e si va a farne uso in bagno.

STARE A TAVOLA SECONDO IL BON TON parte I


Saper mangiare secondo le regole del bon ton è una qualità che può portare concreti vantaggi nella vita sociale: chi si sentirà a proprio agio partecipando a una grande tavolata tra colleghi, o a una cena di gala, sarà naturalmente più brillante e loquace e risulterà quindi non soltanto più educato, ma anche più simpatico e spigliato.
 Per questo la buona educazione a tavola andrebbe insegnata già in famiglia fin dall'infanzia, così da diventare  un atteggiamento automatico che ci permetterà di fare bella figura senza fatica.
Il galateo prevede alcune regole generali che sono:
mentre si mangia, si sta seduti con la schiena dritta, senza raggomitolarsi e senza accavallare le gambe.
I gomiti non vanno appoggiati al tavolo.
La bocca non va portata al piatto perchè è il cibo che deve essere portato alla bocca.
Il coltello non si porta mai alla bocca.
Non si fanno rumori di nessun genere con la bocca.
Non si alita sulla portata sperando che si intiepidisca, si attende che avvenga naturalmente.
In attesa della portata successiva le mani si tengono ai lati del piatto.
Non si parla con la bocca piena.

lunedì 27 agosto 2012

O MUORZ RA CRIANZ

O MUORZ RA CRIANZ è un vecchio detto napoletano che fa riferimento al galateo.
Il bon ton a tavola prevede che i commensali lascino sempre un piccolo resto della pietanza consumata per sottintendere che non solo è stata gradita, ma era anche abbondante.
Infatti sempre secondo il bon ton spazzolare il piatto indica che la pietanza era scarsa e quindi si è dovuti pulire bene il piatto per cercare di soddisfarsi, invece lasciare molti avanzi può indicare che il piatto non è stato gradito, ecco dunque "la buona creanza di lasciare qualcosina nel piatto per dire ho gradito e sono anche sazio"

Odissea

 Ho visto L’Odissea al Cinema e  mi è rimasto incastrato dentro. ​Ci hanno sempre raccontato Ulisse come l'eroe astuto che vince, ma qui...